15 NOVEMBRE 2025

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15 NOVEMBRE 2025 - 09:24


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RIMINI: Stalking a Manuela, archiviata posizione di Valeria | VIDEO

Archiviata l’ipotesi di stalking contro Valeria Bartolucci. Per il Gip del tribunale di Rimini non ci sono condotte ripetute tali da alterare la vita di Manuela Bianchi. Lunedì prossimo, nuova udienza nel processo a Louis Dassilva per l’uccisione di Pierina Paganelli.

 

Archiviata dal gip del tribunale di Rimini la posizione di Valeria Bartolucci, moglie di Louis Dassilva, imputato per l’omicidio di Pierina Paganelli. Manuela Bianchi, ex amica e vicina di casa, l’aveva denunciata per stalking, una vicenda legata alla relazione extraconiugale proprio con Dassilva.

Il tradimento è venuto a galla dopo l’omicidio della suocera di Manuela; notizia che aveva provocato accese reazioni di Valeria, anche in contesti pubblici, ma per il giudice non si è trattato di atti persecutori. Le manifestazioni erano legate allo shock del momento e non sono state reiterate; per di più non sono stati riscontrati cambiamenti concreti nella vita di Manuela Bianchi – ha ricostruito il gip. La difesa di Bartolucci ha accolto con favore l’archiviazione, mentre la legale della denunciante ricorda che la donna resta indagata in altri procedimenti per minacce, diffamazione aggravata e percosse.

La vicenda giudiziaria corre parallela al processo per l’omicidio di Pierina Paganelli. Nell’udienza di lunedì prossimo in cui saranno ascoltati il figlio della vittima Giuliano Saponi e il fratello di Manuela Bianchi, Loris.




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CERVIA: Morte Musiani, esclusa caduta accidentale

Non una semplice caduta accidentale, ma una successione di traumi concentrati in pochi minuti. È il quadro che emerge dalla consulenza medico-legale sulla morte di Nicola Musiani, l’uomo di 53 anni, secondo quanto riportato negli atti, aggredito nella notte tra il 18 e il 19 luglio nel parcheggio di via Fienilone, a Pinarella di Cervia, e morto tre giorni dopo all’ospedale Bufalini di Cesena. Il medico legale Dario Raniero, incaricato dalla procura di eseguire l’autopsia, ha individuato una serie di lesioni gravi, concentrate soprattutto sul lato sinistro del corpo, in particolare alla testa e al torace. Secondo le conclusioni della relazione, i traumi sarebbero riconducibili a uno stesso ristretto intervallo temporale e non a una caduta fortuita. La morte è stata provocata da una gravissima lesione intracranica, con una diffusa emorragia, che ha determinato lo choc emorragico cerebrale. Non è stato però possibile stabilire con certezza quale oggetto o quale azione abbia causato il colpo mortale. Tra le ipotesi prese in considerazione ci sono un colpo inferto con una bottiglia, altri colpi diretti oppure l’impatto della testa contro il terreno durante l’aggressione. Il medico legale spiega infatti che l’esame delle lesioni non consente di distinguere con precisione quelle provocate direttamente dai colpi da quelle eventualmente conseguenti alla caduta al suolo. Il terreno stesso, dal punto di vista medico-legale, può agire come una superficie contundente. Un elemento, tuttavia, viene ritenuto particolarmente significativo: la distribuzione dei traumi. Oltre alla lesione cranica fatale, Musiani presentava un’importante infiltrazione emorragica nella parte posteriore del torace e fratture alle costole anteriori. Lesioni che interessavano soprattutto il lato sinistro del corpo e che, per caratteristiche e collocazione, sono state considerate compatibili con una dinamica violenta e complessa. Nella relazione si parla di una «reiterata successione di traumatismi contusivi, concentrati in un intervallo temporale ristretto». Una valutazione che porta il consulente a escludere ragionevolmente l’origine accidentale delle lesioni e a ipotizzare l’intervento di altre persone nell’ambito di una colluttazione. Sul corpo di Musiani non sono state riscontrate lesioni riconducibili a una difesa attiva o passiva. Un dato che, sottolinea il medico legale, non esclude affatto l’azione di terzi e non permette, da solo, di ricostruire con certezza le modalità dell’aggressione. Le conclusioni dell’autopsia si aggiungono agli altri elementi raccolti dagli investigatori, tra cui filmati, conversazioni e testimonianze. Secondo la ricostruzione investigativa, la vicenda sarebbe iniziata con un diverbio e sarebbe poi degenerata dopo una serata in discoteca, fino all’aggressione nel parcheggio. Durante il pestaggio sarebbero stati utilizzati anche oggetti presenti sul posto, tra cui sedie e biciclette. Per la morte dell’uomo sono indagati sei giovani di origine straniera e residenti nel forlivese, di età compresa tra i 17 e i 23 anni, accusati di omicidio volontario in concorso, aggravato dai futili motivi. Sarà ora la magistratura a valutare tutti gli elementi raccolti e a ricostruire le responsabilità individuali. Resta un punto fermo nelle conclusioni del medico legale, le ferite riportate da Nicola Musiani, per numero, distribuzione e caratteristiche, non sono ragionevolmente spiegabili con una semplice caduta accidentale.