14 NOVEMBRE 2025

10:14

NOTIZIA DI CRONACA

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14 NOVEMBRE 2025 - 10:14


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BOLOGNA: Sparatoria in Bolognina, grave un 36enne

Erano da poco passate le sette e mezza di sera quando a Bologna, in via Faccini, una traversa di via Ferrarese, il rumore degli spari ha rotto la quiete della strada. A terra, tra due auto in sosta, è rimasto un trentaseienne pakistano, dipendente di un minimarket della zona. Stava scaricando della merce, da solo, quando qualcuno lo ha raggiunto alle spalle e ha aperto il fuoco. Tre colpi lo hanno ferito al volto, alla spalla e alla gamba. A dare l’allarme sono stati i colleghi, accorsi dopo aver visto alcune sagome fuggire nell’ombra.

Sul posto sono stati trovati quattro bossoli, probabilmente sparati dalla stessa arma. Nessun testimone avrebbe visto direttamente la scena. La Mobile sta acquisendo le immagini delle telecamere e attende di poter ascoltare la vittima, ora in Rianimazione ma fuori pericolo di vita.




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CERVIA: Morte Musiani, esclusa caduta accidentale

Non una caduta accidentale, ma una successione di traumi concentrati in pochi minuti. È il quadro che emerge dalla consulenza medico-legale sulla morte di Nicola Musiani, il 53enne aggredito nella notte tra il 18 e il 19 luglio nel parcheggio di via Fienilone, a Pinarella di Cervia, e morto tre giorni dopo all’ospedale Bufalini di Cesena. Il medico legale Dario Raniero, incaricato dalla procura di eseguire l’autopsia, ha individuato una serie di lesioni gravi, concentrate soprattutto sul lato sinistro del corpo, in particolare alla testa e al torace. Secondo le conclusioni della relazione, i traumi sarebbero riconducibili a uno stesso ristretto intervallo temporale e non a una caduta fortuita. La morte è stata provocata da una gravissima lesione intracranica, con una diffusa emorragia, che ha determinato lo choc emorragico cerebrale. Non è stato però possibile stabilire con certezza quale oggetto o quale azione abbia causato il colpo mortale. Tra le ipotesi prese in considerazione ci sono un colpo inferto con una bottiglia, altri colpi diretti oppure l’impatto della testa contro il terreno durante l’aggressione. Il medico legale spiega infatti che l’esame delle lesioni non consente di distinguere con precisione quelle provocate direttamente dai colpi da quelle eventualmente conseguenti alla caduta al suolo. Il terreno stesso, dal punto di vista medico-legale, può agire come una superficie contundente. Un elemento, tuttavia, viene ritenuto particolarmente significativo, la distribuzione dei traumi. Oltre alla lesione cranica fatale, Musiani presentava un’importante infiltrazione emorragica nella parte posteriore del torace e fratture alle costole anteriori. Lesioni che interessavano soprattutto il lato sinistro del corpo e che, per caratteristiche e collocazione, sono state considerate compatibili con una dinamica violenta e complessa. Nella relazione si parla di una «reiterata successione di traumatismi contusivi, concentrati in un intervallo temporale ristretto». Una valutazione che porta il consulente a escludere ragionevolmente l’origine accidentale delle lesioni e a ipotizzare l’intervento di altre persone nell’ambito di una colluttazione. Sul corpo di Musiani non sono state riscontrate lesioni riconducibili a una difesa attiva o passiva. Un dato che, sottolinea il medico legale, non esclude affatto l’azione di terzi e non permette, da solo, di ricostruire con certezza le modalità dell’aggressione. Le conclusioni dell’autopsia si aggiungono agli altri elementi raccolti dagli investigatori, tra cui filmati, conversazioni e testimonianze. Secondo la ricostruzione investigativa, la vicenda sarebbe iniziata con un diverbio e sarebbe poi degenerata dopo una serata in discoteca, fino all’aggressione nel parcheggio. Durante il pestaggio sarebbero stati utilizzati anche oggetti presenti sul posto, tra cui sedie e biciclette. Per la morte dell’uomo sono indagati sei giovani di origine straniera e residenti nel forlivese, di età compresa tra i 17 e i 23 anni, accusati di omicidio volontario in concorso, aggravato dai futili motivi. Sarà ora la magistratura a valutare tutti gli elementi raccolti e a ricostruire le responsabilità individuali. Resta un punto fermo nelle conclusioni del medico legale, le ferite riportate da Nicola Musiani, per numero, distribuzione e caratteristiche, non sono ragionevolmente spiegabili con una semplice caduta accidentale.