10 NOVEMBRE 2025

16:41

NOTIZIA DI CRONACA

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10 NOVEMBRE 2025 - 16:41


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LUGO: Giovane molestata in treno, esclusa la violenza

Per la resistenza, il giudice ha convalidato l'arresto applicando la custodia cautelare in carcere alla luce dei precedenti dell'uomo. Mentre la violenza sessuale aggravata inizialmente contestata, è stata derubricata in atti osceni nella sola ipotesi di illecito amministrativo visto che il luogo dove si sono verificati - un treno - non è abitualmente frequentato da minori.

    Così ha deciso il Gip Andrea Galanti in merito all'arresto di venerdì sera nella stazione ferroviaria a Lugo (Ravenna) di un meccanico 46enne di origine marocchina, disoccupato e senza fissa dimora, bloccato dalla polizia con l'accusa di avere molestato una passeggera 20enne.

    Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti coordinati dal Pm di turno Francesco Coco, il 46enne - difeso dall'avvocato Sara Scarpellini - si era piazzato davanti alla giovane impedendole di spostarsi ed esibendosi in gesti osceni da distanza ravvicinata. La ragazza aveva poi chiesto aiuto a un altro passeggero il quale aveva allertato il capotreno e quindi la polizia. Il 46enne aveva reagito infine all'intervento degli agenti tra minacce e tentativi di divincolarsi arrivando a danneggiare una postazione adibita a fotosegnalamento. Invece in quanto alla violenza, per il giudice, in attesa comunque di esaminare meglio le riprese di videosorveglianza, dalle parole della giovane non è emersa alcuna forma di contatto fisico o di coercizione.




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

CESENA: Botte e minacce alla moglie, braccialetto elettronico a 66enne tunisino

Nei giorni scorsi, i carabinieri di Cesena hanno dato esecuzione a un'ordinanza del Gip del Tribunale di Forlì nei confronti di un 66enne, tunisino, ritenuto presunto responsabile dei reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate. Per l'uomo è scattato l'allontanamento dalla casa familiare, il divieto di avvicinamento alla persona offesa, ai luoghi dalla stessa frequentati mantenendo una distanza minima di 1.000 metri, il divieto di comunicare con la donna con qualsiasi mezzo, nonché l'applicazione del "braccialetto elettronico", volto a monitorare costantemente il rispetto delle distanze imposte. Le indagini, partite dalla denuncia della donna, hanno permesso di accertare un grave quadro indiziario a carico dell'uomo, con reiterati episodi di maltrattamenti, violenze fisiche, vessazioni psicologiche, minacce e lesioni personali, avvenuti anche in presenza dei figli e protratti ripetutamente fino all'ultimo episodio avvenuto nello scorso agosto, con la donna costretta alle cure sanitarie con sette giorni di prognosi. La condotta dell'uomo ha generato nella vittima un profondo disagio, oltre a un perdurante stato di ansia e paura per la propria incolumità, riducendola in una condizione di costante timore e soggezione psicologica.