10 NOVEMBRE 2025

13:18

NOTIZIA DI CRONACA

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10 NOVEMBRE 2025 - 13:18


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FERRARA: Sabotaggio Nord Stream, Kuznietsov dal carcere, "violati miei diritti"

“Sono trattenuto sotto sorveglianza armata, in isolamento massimo e costante. Sono in sciopero della fame perché gli italiani ignorano le mie richieste e violano i miei diritti di prigioniero di guerra e di essere umano”. A scrivere, dal carcere di Ferrara in cui è detenuto, è Serhii Kuznietsov, il 49enne ex capitano delle milizie ucraine, accusato di aver partecipato al sabotaggio dei gasdotti Nord Stream 1 e 2, avvenuto nel settembre 2022 nel Mar Baltico. Il 49enne è stato arrestato dai Carabinieri lo scorso 22 agosto, in una struttura ricettiva nel riminese e il 27 ottobre la Corte d'Appello di Bologna ha disposto per la seconda volta la sua consegna alla Germania. La lettera è stata consegnata ai suoi avvocati difensori. “Amo l’Ucraina e il suo popolo, e ho l’onore di essere un ufficiale delle Forze Armate. Gloria all’Ucraina”, conclude nella sua missiva Kuznietsov. 

“Nella missiva, giunta non attraverso canali ufficiali ma ricevuta privatamente – precisa uno dei suoi legali, Nicola Canestrini -,  l’ufficiale descrive l’isolamento totale, il peggioramento delle sue condizioni di salute e lo sciopero della fame, intrapreso per protestare contro le violazioni dei suoi diritti fondamentali”. “Più che un ufficiale delle Forze Armate ucraine, il mio assistito è stato scartato come una scarpa vecchia — dimenticato da chi avrebbe dovuto difenderlo – accusa Canestrini -. Sembra la sceneggiatura di un film tragico, ma purtroppo è la realtà”. Canestrini aggiunge che “la detenzione prolungata di Kuznietsov solleva gravi interrogativi sul rispetto del diritto umanitario internazionale e sul trattamento dei combattenti catturati all’estero”. 




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

CESENA: Botte e minacce alla moglie, braccialetto elettronico a 66enne tunisino

Nei giorni scorsi, i carabinieri di Cesena hanno dato esecuzione a un'ordinanza del Gip del Tribunale di Forlì nei confronti di un 66enne, tunisino, ritenuto presunto responsabile dei reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate. Per l'uomo è scattato l'allontanamento dalla casa familiare, il divieto di avvicinamento alla persona offesa, ai luoghi dalla stessa frequentati mantenendo una distanza minima di 1.000 metri, il divieto di comunicare con la donna con qualsiasi mezzo, nonché l'applicazione del "braccialetto elettronico", volto a monitorare costantemente il rispetto delle distanze imposte. Le indagini, partite dalla denuncia della donna, hanno permesso di accertare un grave quadro indiziario a carico dell'uomo, con reiterati episodi di maltrattamenti, violenze fisiche, vessazioni psicologiche, minacce e lesioni personali, avvenuti anche in presenza dei figli e protratti ripetutamente fino all'ultimo episodio avvenuto nello scorso agosto, con la donna costretta alle cure sanitarie con sette giorni di prognosi. La condotta dell'uomo ha generato nella vittima un profondo disagio, oltre a un perdurante stato di ansia e paura per la propria incolumità, riducendola in una condizione di costante timore e soggezione psicologica.