8 OTTOBRE 2025

18:11

NOTIZIA DI CRONACA

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8 OTTOBRE 2025 - 18:11


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RIMINI: Costretta a sposarsi, Gip conferma i domiciliari per i genitori

Il Gip conferma i domiciliari nei confronti dei genitori arrestati per aver costretto la figlia ad un matrimonio combinato in Bangladesh. I due coniugi, madre di 42 anni e il padre 55 che lavora come chef, entrambi cittadini bengalesi residenti a Rimini sono stati interrogati dal Gip Raffaele Deflorio alla presenza dell'avvocata di fiducia Valentina Vulpinari, ma non avrebbero fornito - secondo il giudice - elementi validi per confutare le accuse formulate dal Pm, Davide Ercolani.

    Nonostante infatti i genitori abbiano comunicato al Gip l'avvenuto divorzio della figlia pattuito in Bangladesh tramite uno zio, non avrebbero motivato con pienezza le proprie azioni,. Anzi, è lo stesso giudice che nell'ordinanza con la quale riconferma la detenzione domiciliare a spiegare come i due genitori siano riusciti tramite un parente a contattare la figlia in una casa protetta. Il Gip ha accolto la richiesta del difensore limitatamente al permesso di recarsi al lavoro per il padre e dal medico per la madre.

    L'operazione denominata "Saman 2" dai carabinieri di Rimini, aveva portato alla liberazione della 20enne costretta con la violenza a sposare in Bangladesh un uomo più adulto. "Se non ti sposi, mi suicido", le diceva il padre che poi suggeriva alla madre di legarla al letto e romperle braccia e gambe per non farla scappare. "Sei una poco di buono, ci stai rovinando", le urlava la mamma. I parenti, zii e cugini, avevano poi contribuito a creare sulla giovane una pressione emotiva enorme. Quando la famiglia, era atterrata all'Aeroporto di Bologna ad aprile scorso, la ragazza era stata immediatamente presa in carico dai carabinieri e portata in una località segreta. All'arresto dei genitori si era arrivati dopo mesi perché reati più gravi erano stati commessi all'estero. Il pm Ercolani ne aveva chiesto l'arresto e la detenzione in carcere il 27 maggio scorso, il Gip però aveva potuto emettere solo un'ordinanza di divieto di avvicinamento alla parte offesa con braccialetto elettronico, dopodiché la Procura aveva chiesto al Guardasigilli di poter procedere nei confronti degli indagati per cui il 30 settembre scorso i due genitori rintracciati presso l'abitazione di residenza erano stati sottoposti agli arresti domiciliari.




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

CESENA: Colpisce vicino di casa con un bastone, arrestato 41enne macedone

Nei giorni scorsi, i Carabinieri della Stazione di Borello, nel cesenate, hanno tratto in arresto in flagranza di reato un 41enne di origine macedone, residente a Mercato Saraceno, ritenuto presunto responsabile del reato di “lesioni personali aggravate dall’uso di bastone” e “violenza privata”. I carabinieri, a seguito di una richiesta d’intervento, hanno raggiunto un condominio del comune di Mercato Saraceno dove era stata segnalata una lite tra condomini, sfociata in una violenta aggressione. Giunti sul posto, i militari individuavano inizialmente l’aggredito (sul pianerottolo del proprio appartamento, visibilmente scosso e con evidenti perdite ematiche) e subito dopo anche l’aggressore (rintracciato nel garage e con gli abiti sporchi di sangue) con il quale, in passato, l’aggredito aveva avuto dei diverbi e dissidi, anche con risvolti penali. Al culmine dell’ennesimo contrasto, il 41enne avrebbe violentemente e ripetutamente colpito il vicino di casa, mediante l’uso di un bastone di legno, provocandogli gravi lesioni e fratture al costato, al ginocchio e al volto, anche allo scopo di costringerlo a scusarsi. Gli accertamenti dei militari, svolti anche con l’ausilio delle immagini di un sistema di videoregistrazione, hanno permesso di riscostruire chiaramente l’evento, determinare le responsabilità e recuperare il bastone utilizzato per l’aggressione. A causa delle gravi lesioni riportate l’aggredito, non in pericolo di vita, è stato trasportato presso l’ospedale Bufalini di Cesena e tenuto in osservazione. L'arrestato, su disposizione del pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Forlì, è stato accompagnato presso la casa circondariale di Forlì, in attesa dell'udienza di convalida. Il Giudice del Tribunale di Forlì ha convalidato l’arresto e disposto gli arresti domiciliari.