31 OTTOBRE 2025

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31 OTTOBRE 2025 - 14:26


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RAVENNA: Truffa finta muta, due persone denunciate | FOTO

I carabinieri di Ravenna, grazie al “fiuto” di un militare libero dal servizio, hanno denunciato due stranieri, una 27enne e un 32enne, per truffa e resistenza a Pubblico Ufficiale. Il tutto è cominciato quando un carabiniere libero dal servizio si è recato in un centro commerciale cittadino per effettuare alcune compere. All’ingresso del negozio ha notato la presenza di una donna che esibiva un certificato regionale palesemente falso in cui un’associazione di persone non udenti chiedeva delle offerte per la realizzazione di un centro internazionale dedicato ai bambini poveri. Insospettito dalla circostanza, il militare ha seguito i movimenti della donna ed ha notato che diversi clienti si sono fermati da lei ed hanno elargito delle offerte. A questo punto, dopo aver contattato il direttore dell’esercizio commerciale dal quale è venuto a sapere che la donna non era stata autorizzata a chiedere offerte, ha deciso di intervenire e, dopo essersi qualificato l’ha fermata chiedendole di esibire i documenti e tutti gli eventuali permessi. Alla richiesta la donna, inscenando di essere muta, cercava di allontanarsi uscendo dal negozio dove la attendeva un complice. I due sono così scesi dall’auto e, dopo aver strattonato più volte il giovane carabiniere, hanno tentato la fuga a piedi. I due stranieri sono stati accompagnati in Caserma dove gli sono stati sequestrati 150 euro in contanti, ritenuti essere i proventi delle donazioni, e diversi certificati uguali a quelli che la donna, che tra l’altro ha ripreso la parola, esibiva nel negozio.




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

MILANO: Uno Bianca, il procuratore di Bologna interroga i fratelli Savi

Il procuratore di Bologna Paolo Guido e la procuratrice aggiunta Lucia Russo sono arrivati nel carcere di Bollate, nel Milanese, per interrogare Roberto e Fabio Savi nell'ambito della nuova inchiesta sulla banda della Uno Bianca. Il fascicolo, aperto dopo l'esposto presentato dai familiari delle vittime, punta a verificare l'eventuale esistenza di complici o mandanti delle stragi per le quali i sei componenti della banda sono già stati condannati in via definitiva e che causarono, tra il 1987 e il 1994, 23 morti e oltre cento feriti. L'interrogatorio di Roberto Savi, ex poliziotto ed ex leader del gruppo criminale, è stato disposto dopo alcune dichiarazioni rese lo scorso maggio durante la trasmissione televisiva 'Belve Crime'. In quell'occasione l'ergastolano ha sostenuto che, almeno in alcuni episodi, sarebbero stati i Servizi segreti a spingere la banda a uccidere. Tra gli episodi al centro degli accertamenti figurano l'omicidio dei carabinieri Umberto Erriu e Cataldo Stasi, uccisi a Castel Maggiore il 20 aprile 1988, e il duplice omicidio di Licia Ansaloni e Pietro Capolungo nell'armeria di via Volturno, a Bologna, il 2 maggio 1991. Si è concluso dopo circa due ore nel carcere di Bollate l'interrogatorio. Il procuratore capo Paolo Guido e la procuratrice aggiunta Lucia Russo hanno lasciato il penitenziario poco dopo le 13 senza rilasciare dichiarazioni.