21 OTTOBRE 2025

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21 OTTOBRE 2025 - 13:32


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RAVENNA: Controlli al porto, sequestrata un'arma

La polizia di Ravenna ha sequestrato un’arma detenuta irregolarmente nel bagaglio di un passeggero in transito nel Terminal Crociere del porto di Ravenna. L’uomo, un turista di nazionalità statunitense di settantasette anni, era atterrato all’aeroporto di Venezia insieme al figlio per poi giungere al Porto di Ravenna e infine raggiungere la Croazia. All’interno del bagaglio aveva una pistola semiautomatica di marca “BROWNING” calibro 6,35, munita di caricatore con 6 cartucce e colpo camerato.Dagli accertamenti è emerso che l'uomo è munito di regolare porto d’armi rilasciato dal paese di provenienza. Ha dichiarato che l’arma era stata accidentalmente dimenticata all’interno dello zaino solitamente utilizzato per le uscite di pesca. L’arma è stata sequestrata e l’uomo deferito all’Autorità Giudiziaria per porto d’armi abusivo sul territorio italiano




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

MILANO: Uno Bianca, il procuratore di Bologna interroga i fratelli Savi

Il procuratore di Bologna Paolo Guido e la procuratrice aggiunta Lucia Russo sono arrivati nel carcere di Bollate, nel Milanese, per interrogare Roberto e Fabio Savi nell'ambito della nuova inchiesta sulla banda della Uno Bianca. Il fascicolo, aperto dopo l'esposto presentato dai familiari delle vittime, punta a verificare l'eventuale esistenza di complici o mandanti delle stragi per le quali i sei componenti della banda sono già stati condannati in via definitiva e che causarono, tra il 1987 e il 1994, 23 morti e oltre cento feriti. L'interrogatorio di Roberto Savi, ex poliziotto ed ex leader del gruppo criminale, è stato disposto dopo alcune dichiarazioni rese lo scorso maggio durante la trasmissione televisiva 'Belve Crime'. In quell'occasione l'ergastolano ha sostenuto che, almeno in alcuni episodi, sarebbero stati i Servizi segreti a spingere la banda a uccidere. Tra gli episodi al centro degli accertamenti figurano l'omicidio dei carabinieri Umberto Erriu e Cataldo Stasi, uccisi a Castel Maggiore il 20 aprile 1988, e il duplice omicidio di Licia Ansaloni e Pietro Capolungo nell'armeria di via Volturno, a Bologna, il 2 maggio 1991. Si è concluso dopo circa due ore nel carcere di Bollate l'interrogatorio. Il procuratore capo Paolo Guido e la procuratrice aggiunta Lucia Russo hanno lasciato il penitenziario poco dopo le 13 senza rilasciare dichiarazioni.