17 OTTOBRE 2025

17:49

NOTIZIA DI CRONACA

DI

1206 visualizzazioni


17 OTTOBRE 2025 - 17:49


NOTIZIA DI CRONACA

DI

1206 visualizzazioni



FAENZA: Racket delle pompe funebri, 6 infermieri condannati

La Corte dei Conti dell’Emilia-Romagna ha condannato sei infermieri che lavoravano nelle camere mortuarie di Lugo e Faenza (Ravenna) a restituire all’Ausl Romagna circa 13.700 euro, perché avevano ricevuto pagamenti non dovuti.

Secondo la Procura, gli infermieri avrebbero anche usato materiali dell’ospedale per vestire le salme, una pratica vietata dalle regole aziendali. Aveva chiesto quindi una multa più alta, di 20.000 euro in totale.

I giudici non hanno concesso loro sconti di pena perché hanno ritenuto che ci fosse un arricchimento doloso, cioè che gli infermieri si fossero arricchiti consapevolmente in modo illecito.

Il caso rientra nel più ampio scandalo del cosiddetto “racket dei funerali”, un sistema illegale scoperto tra Faenza, Lugo, Imola e altri comuni del Ravennate.
Le indagini, partite nel 2020 dopo la denuncia di un’impresa funebre, hanno rivelato che alcuni dipendenti delle camere mortuarie, in cambio di soldi dalle agenzie funebri “amiche”, fornivano servizi fuori dai loro compiti, come preparare e vestire le salme usando mezzi dell’ospedale.

Inoltre, avrebbero segnalato in anticipo le “salme libere” (quelle i cui familiari non avevano ancora scelto un’impresa funebre) e favorito le ditte compiacenti, assegnando loro le camere ardenti migliori e ostacolando la concorrenza.

Sul piano penale, il processo per il racket dei funerali ha coinvolto 51 imputati (35 persone e 16 aziende): ci sono state 7 assoluzioni, 3 non luoghi a procedere, e varie condanne o patteggiamenti, per un totale di circa 26 anni di carcere e 10.000 euro di multe alle imprese coinvolte.




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

BOLOGNA: Morto a 87 anni lo storico Carlo Ginzburg

È morto nella notte appena trascorsa, a 87 anni, lo storico Carlo Ginzburg. Lo si apprende da fonti vicine alla famiglia. Nato a Torino nel 1939, era figlio dell’intellettuale antifascista Leone Ginzburg e della scrittrice Natalia Ginzburg. Professore emerito alla Scuola Normale di Pisa, ha insegnato anche all’università di Bologna e negli atenei americani di Harvard, Yale, Princeton e  California. Ginzburg è tra gli autori italiani più conosciuti e tradotti al mondo, in particolare per i suoi saggi di ricerca sulla stregoneria, le persecuzioni delle eresie e la cultura popolare del Medioevo e dell’Età moderna, come "I Benandanti" e "Il formaggio e i vermi". Carlo Ginzburg è stato uno dei più autorevoli storici italiani del secondo Novecento e tra gli studiosi contemporanei più influenti a livello internazionale, in particolare nel campo della “microstoria”, l'indirizzo storiografico nato in Italia negli anni Settanta che ha influenzato generazioni di studiosi e mette al centro le vicende di persone comuni e delle culture locali per analizzare i grandi fenomeni culturali e sociali. Dopo gli studi all'Università di Pisa e alla Scuola Normale Superiore di Pisa, perfezionati al Warburg Institute di Londra, Ginzburg ha insegnato nelle più prestigiose università del mondo, tornando poi alla Normale di Pisa come docente di Storia delle culture europee. Tra le sue opere più conosciute anche "Miti emblemi spie", "Storia notturna", "Il giudice e lo storico", "Occhiacci di legno", "Il filo e le tracce" e "Indagini su Piero. Il 'Battesimo', il ciclo di Arezzo, La 'Flagellazione' di Urbino" (1981), in cui l'autore cerca di confutare la data di un'opera cardine come la "Flagellazione" di Piero della Francesca. I suoi libri sono stati tradotti in oltre venti lingue e gli sono valsi numerosi riconoscimenti internazionali. E' stato insignito di 19 lauree honoris causa e ha ricevuto l'Aby-Warburg-Preis (1992), il premio Feltrinelli per le scienze storiche dell'Accademia dei Lincei (2005), l'Humboldt-Forschungspreis (2008), il premio Balzan per la storia d'Europa (2010), il premio 'èStoria' (2019), il premio Tomasi di Lampedusa (2019) e il premio Francesco De Sanctis alla carriera (2019). L'autore lascia una figlia di 60 anni, Lisa Ginzburg, scrittrice e traduttrice.