9 GENNAIO 2025

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9 GENNAIO 2025 - 09:48


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RAVENNA: Si lanciò dal nono piano con la figlia, chiesto il rinvio a giudizio

La Procura di Ravenna ha chiesto il rinvio a giudizio per omicidio pluriaggravato e uccisione di animale per Giulia Lavatura Truninger, la 41enne che il mattino dell'8 gennaio 2024 si era gettata dal nono piano del suo condominio di via Dradi a Ravenna insieme alla figlia Wendy di sei anni e la cagnolina Jessy, entrambe morte sul colpo dopo un volo di 30 metri. Dalle indagini della squadra mobile di polizia coordinate dal Pm Stefano Stargiotti, era emerso che la donna si trovasse in cura al centro di salute mentale ma che avesse deciso di interrompere la terapia farmacologica da alcune settimane. La 41enne avrebbe poi ammesso davanti al pm che stesse maturando il gesto dal 23 dicembre 2023. Sull’esito dell’udienza pendono anche le dichiarazioni dello psichiatra Gabriele Braccini in merito allo stato di salute della donna, ritenuta incapace di intendere e di volere e socialmente pericolosa. Un aspetto, quest’ultimo, che il gip Galanti aveva già individuato in sede di convalida di arresto, sottolineandone il pericolo di reiterazione. Tra i dubbi sollevati anche la dinamica dell’incidente, soprattutto la sopravvivenza della donna senza gravi conseguenze. Secondo quanto riportato dalla stampa locale ad attutire la caduta di Giulia potrebbero essere state le impalcature o le reti di protezione che ai tempi circondavano l’edificio. L’udienza preliminare è stata fissata per metà febbraio.




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

CESENA: Alluvione, ampliato il sistema di monitoraggio contro gli allagamenti

A tre anni dall’alluvione la Protezione Civile di Cesena ha illustrato quali sono gli strumenti che sono stati ampliati per proteggere la popolazione da nuovi allagamenti. Nuovi sistemi di allerta, dislocati nei punti critici, per avvisare i cittadini del pericolo imminente; il potenziamento del monitoraggio dei fiumi, per capire in anticipo se sta arrivando una piena; e la formazione integrata, per avere volontari e operatori più preparati. Questi sono gli strumenti della Protezione civile introdotti e ampliati a partire dal 2023 per far fronte al rischio di nuove catastrofi ambientali. A tre anni dall’alluvione, il piano operativo è stato aggiornato più volte per renderlo il più efficiente possibile, a partire proprio dalla prevenzione. Uno dei punti fondamentali è il potenziamento della rete di monitoraggio: in diverse aree della città sono stati installati pluviometri, anemometri, rilevatori di temperatura e idrometri. Tutti i dati confluiscono in un’unica rete di controllo, che raccoglie le informazioni e restituisce un quadro preciso della situazione. «La rete da presidiare è naturalmente molto ampia – spiega il dirigente Andrea Montanari – quindi non mettiamo limiti all’implementazione dei sistemi. Non è la quantità dei dati a essere importante, ma la loro integrazione, che rafforza la capacità di risposta». «Questi due aspetti, insieme alla formazione degli operatori, dei volontari e dei cittadini, rappresentano una parte — circa la metà — di ciò che stiamo facendo per rafforzare la sicurezza del territorio – aggiunge il sindaco Enzo Lattuca –. L’altra parte è naturalmente quella legata agli interventi strutturali: interventi che si tradurranno in nuove aree di laminazione e di tracimazione controllata, così da permettere al fiume di sfogarsi prima di raggiungere le zone abitate». Il tutto è contenuto nel PAI Po, il piano dell’Autorità di bacino. La fase di discussione è ancora in corso; l’approvazione dovrebbe arrivare entro la fine del mese.