18 GENNAIO 2025

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NOTIZIA DI CRONACA

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18 GENNAIO 2025 - 14:51


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RIMINI: Manifesti anti-aborto "fuorvianti", il consiglio di Stato dà ragione al Comune

Il Consiglio di Stato respinge il ricorso proposto dall'Associazione Pro Vita & Famiglia contro il Comune di Rimini che negò alla onlus riminese il permesso di affiggere manifesti anti-aborto.

La vicenda prende le mosse nel 2020 quando il Comune di Rimini decise di non ammettere ad affissione negli spazi comunali manifesti del Movimento Pro Vita contro la pillola del giorno dopo. I manifesti presentavano una donna stesa a terra con una mela rossa accanto e la scritta "prederesti mai del veleno" con riferimento alla pillola RU486. La onlus fece ricorso al Tar che si espresse a favore dell'amministrazione comunale nel 2022. Quindi appellarono al Consiglio di Stato che ha respinto in via definitiva il ricorso dell'associazione. "L'amministrazione comunale di Rimini - fanno sapere da Palazzo Garampi - esprime la sua soddisfazione perché 'prima il Tar e quindi il Consiglio di Stato hanno riconosciuto le ragioni dell'ente pubblico nei confronti di un messaggio scientificamente infondato e fuorviante. L'intervento del Comune di Rimini è stato dunque pienamente giustificato"




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Un furto di particolare audacia ha scosso la sede centrale della Banca di San Marino a Faetano, nel cuore della Repubblica di San Marino. Il colpo è stato messo a segno nella notte tra l’1 e il 2 febbraio, ma i dettagli dell’accaduto sono stati resi noti solo nella giornata di ieri. Secondo le prime ricostruzioni, i malviventi sarebbero riusciti a farsi chiudere all’interno dell’istituto di credito al termine dell’orario di lavoro, per poi agire indisturbati durante la notte. Una volta all’interno, i ladri si sono diretti verso il caveau che ospita circa 200 cassette di sicurezza: almeno quindici sarebbero state forzate e violate, con un’azione definita dagli inquirenti “mirata e chirurgica”. Al momento non ci sono informazioni ufficiali sull’ammontare o sul valore dei beni sottratti. Il caveau è protetto da due porte blindate: quella destinata alla custodia del contante non è stata violata, mentre l’azione si è concentrata esclusivamente sulle cassette di sicurezza private. Le indagini sono scattate immediatamente e proseguono con l’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza e la raccolta di ogni elemento utile a ricostruire l’esatta dinamica del colpo e individuare i responsabili.