11 GENNAIO 2025

10:45

NOTIZIA DI CRONACA

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11 GENNAIO 2025 - 10:45


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CESENA: Incidente A14, i sindacati chiedono chiarezza sulla dinamica

Alla luce dell'incidente in cui ha perso la vita un operaio che stava lavorando in un cantiere autostradale sulla A14, tra i caselli di Cesena e Valle del Rubicone, "nello stringerci ai familiari della vittima e ai colleghi di lavoro, non possiamo che denunciare nuovamente la necessità di determinare con decisione un'inversione di rotta per rendere il lavoro sicuro". E' quanto sostengono, i sindacati Cgil, Cisl e Uil di Forlì-Cesena che, in una nota congiunta, chiedono anche "si faccia luce per tramite degli enti preposti sulla dinamica dell'incidente come anche sull'accertamento di eventuali responsabilità".

A giudizio delle organizzazioni sindacali, "come da tempo denunciamo, gli interventi svolti sul tema della sicurezza del lavoro stradale, non risultano sufficienti a garantire la riduzione effettiva del rischio e spesso, seppure le prescrizioni siano rivolte a tutti i soggetti interessati, a partire dai gestori delle infrastrutture sia pubblici sia privati, imprese appaltatrici, esecutrici e affidatarie, non vengono rispettate".

Quindi, viene argomentato ancora "nella consapevolezza che è necessario anche un deciso intervento nazionale che risponda alle richieste di Cgil, Cisl e Uil in materia, a partire da maggiori risorse sul sistema di controlli, vigilanza e prevenzione, riteniamo altresì urgente che la piattaforma presentata da Cgil Cisl e Uil di Forlì-Cesena al Tavolo provinciale su Salute e Sicurezza sul Lavoro veda una risposta e un percorso, anche nel nostro territorio, che garantisca maggiori tutele, e determini quantomeno, che tutto ciò che è possibile tentare per salvare vite, sia fatto".




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BOLOGNA: Caduta dal balcone, pm "la morte di Bellinetti è conseguenza dei maltrattamenti"

La morte di Tania Bellinetti, 47enne precipitata da un balcone al terzo piano di una casa in via Tolstoj a Bologna, l'8 aprile, è stata un evento conseguentemente e direttamente connesso alle abituali condotte di maltrattamento psicofisico subite dall'ex, Selmi Faiez, nei mesi precedenti. Lo sostiene la Procura di Bologna, che con il pm Marco Forte ha chiuso le indagini sul tunisino, contestando l'omicidio preterintenzionale e i maltrattamenti da cui deriva la morte. Le indagini hanno ricostruito la travagliata relazione tra i due, andata avanti dal 2019, con numerosi episodi di violenza che almeno in tre occasioni portarono ad attivare il 'codice rosso', con arresti in flagranza. Faiez era stato già condannato in via definitiva per maltrattamenti a Bellinetti e di recente anche in primo grado per stalking, a due anni e sei mesi. Comportamenti, per gli inquirenti, abituali e ripetuti, lesivi dell'integrità fisica e morale della donna, costretta ad un regime di vita dolorosa e avvilente, così da presentare un'ulteriore denuncia che a dicembre del 2024 aveva portato all'emissione di una nuova ordinanza di custodia in carcere. Nel corso del 2025 l'uomo era poi tornato a vivere a casa di lei, nonostante tutto. L'8 aprile ci sarebbe stato l'ennesimo litigio, come emerge dallo stato di disordine in cui è stato trovato l'appartamento, con mobili rotti e oggetti in terra. Lite finita con la vittima precipitata in strada. Bellinetti anche poco prima aveva manifestato il suo stato di prostrazione per la situazione, con telefonate ad amici e alla madre. Il 37enne, arrestato a luglio in Francia, dove era fuggito, è difeso dall'avvocato Roberto D'Errico, i familiari della vittima dagli avvocati Antonio Petroncini e Chiara Rinaldi.