24 AGOSTO 2024

11:04

NOTIZIA DI CRONACA

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24 AGOSTO 2024 - 11:04


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RIMINI: Incidente figlio di Pierina, chiesta l’archiviazione | VIDEO

Un investimento con tante ombre e nessun colpevole individuato, quello che è quasi costato la vita a Giuliano Saponi, figlio di Pierina Paganelli, nel maggio del 2023. Un incidente avvenuto cinque mesi prima del delitto di via del Ciclamino e per il quale la Procura ha chiesto adesso l’archiviazione del fascicolo, nonostante i diversi punti oscuri ancora da chiarire. A partire dal conducente che il 7 maggio dello scorso anno, procedendo dal senso di marcia opposto lungo via Coriano, nel Riminese, avrebbe colpito gravemente Giuliano, urtandolo al volto con lo specchietto e facendolo sbalzare sulla strada. Di quel giorno il figlio di Pierina non ricorda nulla, è finito in coma per due mesi e si è risvegliato quando il macabro omicidio della madre era già stato compiuto. Insieme all’identità del pirata della strada, fuggito subito dopo lo scontro, rimangono ignote tanto le cause quanto le dinamiche del sinistro, rese ancora più difficili da individuare per via dell’assenza di videocamere di sorveglianza in quel raccordo di strade extraurbane. Al setaccio della Polstrada restano i possibili veicoli transitati lungo quel tragitto, insieme ai tabulati telefonici agganciati in orari compatibili con quello dello scontro.




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

RAVENNA: Scoperta una serra di marijuana a Mezzano | FOTO

I Carabinieri della Stazione di Mezzano hanno arrestato in flagranza di reato un uomo del posto, ritenuto responsabile di coltivazione e detenzione illecita ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L'operazione è scaturita da un'attenta attività info-investigativa condotta dai suddetti militari al termine della quale, nella serata dello scorso 10 giugno, sono entrati nell’abitazione dell’uomo che, inizialmente ha minimizzato consegnando spontaneamente un cofanetto contenente 4 grammi di marijuana ma, durante la perquisizione dei locali, in una stanza chiusa posta al primo piano sono state rivenute tre distinte serre professionali dotate di lampade ad alta efficienza, temporizzatori, sistema di aerazione e raffrescamento, un circuito automatizzato a vasi comunicanti per l’irrigazione continua e numerose confezioni di fertilizzanti specifici. Un vero e proprio ciclo di produzione continuo, completato persino da un'area dedicata all'essiccazione delle infiorescenze. L’attività ha consentito di rivenire e sequestrare complessivamente 16 piante di cannabis, di cui 7 in pieno stato vegetativo con infiorescenze già mature (alte fino a 140 cm) e 9 in fase di crescita, 149 grammi di marijuana già essiccata, una parte dei quali occultati in un bidone in plastica recante la dicitura “rifiuti sanitari pericolosi”) e 46 semi di cannabis, custoditi all'interno del frigorifero di casa per preservarne la qualità. Lo stupefacente, in parte già confezionato per la successiva cessione e l'alto livello tecnologico della struttura hanno escluso categoricamente l'ipotesi dell'uso personale, configurando piuttosto una attività di produzione e spaccio. Il GIP di Ravenna ha convalidato l'arresto ed applicato l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.