11 AGOSTO 2024

09:51

NOTIZIA DI CRONACA

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11 AGOSTO 2024 - 09:51


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RAVENNA: Incendio in via Aniene, presunta morte per asfissia

La morte di Simone Bonini, 49 anni, è stata attribuita ad asfissia da fumo, secondo i primi risultati dell'autopsia. Bonini è stato trovato privo di sensi dai vigili del fuoco intorno alle 7:30 del mattino, appena fuori dalla camera da letto del suo appartamento in via Aniene, dove è scoppiato un incendio giovedì mattina. Come riportato oggi sul Resto del Carlino si presume che l’uomo abbia tentato di fuggire, ma sia stato sopraffatto dal fumo. L’incendio potrebbe essere iniziato nella camera da letto, dove il materiale combustibile presente ha rapidamente saturato l'intero appartamento.

Il pm Silvia Ziniti ha disposto il sequestro dell'appartamento e ha aperto un'inchiesta per ricostruire gli ultimi momenti di vita del defunto. Carabinieri e vigili del fuoco stanno conducendo verifiche e sopralluoghi. Tra i punti da chiarire c'è il motivo per cui Bonini si trovava in un appartamento che avrebbe dovuto essere vuoto e l'origine dell'incendio, che rimane incerta.




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

BOLOGNA: Trovato morto in casa, revocato il carcere per la moglie

E' impossibile "affermare ancora la necessaria gravità indiziaria" nei confronti di Lorenza Scarpante e quindi la misura cautelare va revocata. Così il Gip del Tribunale di Bologna, Claudio Paris, nell'ordinanza con la quale ieri ha revocato il carcere, dopo otto mesi, alla 56enne , accusata dell'omicidio del marito Giuseppe Marra, avvenuto a Bologna nella notte tra il 26 e il 27 maggio 2025.  Lo stesso pubblico ministero - del caso si sta occupando la procuratrice aggiunta, Morena Plazzi - ha dato parere favorevole alla sostituzione della misura, chiedendo il divieto di dimora a Bologna, ma il Gip ha deciso per revocare il carcere senza applicare alcuna misura, come chiesto in prima battuta dai legali di Scarpante, avvocati Chiara Rizzo e Guido Todaro, nell'istanza presentata due giorni fa al giudice.  Secondo l'iniziale ricostruzione dei carabinieri la donna, che insieme al marito gestiva un negozio in via Indipendenza, dopo avere consumato sostanze stupefacenti avrebbe colpito a morte il compagno: una delle ipotesi è che all'uomo, steso a terra forse colto da malore, la 56enne abbia fatto sbattere la testa contro alcuni spigoli dei muri, all'ingresso dell'appartamento. Ma a mutare il quadro, è stata la relazione tecnica di analisi sulla scena del crimine depositata dai consulenti della Procura, uno studio scientifico - denominato Bpa (Bloodstain pattern analysis) - delle macchie di sangue sulla scena del crimine per ricostruire la dinamica dell'evento. Per il Gip, tale consulenza effettivamente costituisce "elemento di novità di notevole rilevanza" in relazione alla ricostruzione del fatto, rendendo "incerto" il quadro indiziario e facendo sì che sia impossibile sostenere "la maggiore persuasività" della ricostruzione accusatoria, ovvero l'omicidio, rispetto alla versione proposta dalla difesa, secondo cui la morte di Giuseppe Marra sarebbe dovuta a una serie di cadute accidentali. (