23 LUGLIO 2024

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NOTIZIA DI CRONACA

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23 LUGLIO 2024 - 10:08


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RIMINI: Rapina sacerdote in canonica, arrestato 36enne

Nel pomeriggio di martedì scorso, un uomo ha rapinato un sacerdote all'interno della canonica di una chiesa del centro di Rimini, minacciandolo con un coltello. Il malvivente è riuscito a fuggire con le offerte dei fedeli, circa 500 euro, facendo perdere le proprie tracce.

Gli investigatori della Squadra Mobile hanno raccolto la descrizione del sacerdote e le immagini delle telecamere di sorveglianza, e hanno così individuato il possibile autore in un 36enne senza fissa dimora, originario della provincia di Mantova, con numerosi precedenti penali.

Il sospettato è stato rintracciato a Bologna dalla Polizia Ferroviaria per un altro reato contro il patrimonio. In questura a Rimini è stato riconosciuto dalla vittima ed è stato successivamente trasferito in carcere.




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FORLÌ: Decapitò il fratello, ergastolo definitivo per Daniele Severi | VIDEO

E' definitiva la condanna all'ergastolo per Daniele Severi, 66 anni, processato con l'accusa di avere ucciso il fratello 53enne Franco, agricoltore il cui corpo, decapitato, venne ritrovato il 22 giugno 2022, tra i rovi nei pressi del suo casolare in località Cà Seggio a Civitella di Romagna. La testa del cadavere, nonostante ripetute ed estese ricerche, non è mai stata ritrovata. Severi, in carcere dall'8 luglio 2022 quando venne fermato dai carabinieri, si è sempre dichiarato innocente. A quasi quattro anni di distanza è arrivata la condanna definitiva per la persona accusata dell’omicidio. La Corte di Cassazione ha infatti confermato l’ergastolo per Daniele Severi, fratello della vittima. La decisione dei giudici a Roma ha confermato quanto già stabilito nei precedenti gradi di giudizio. Prima la Corte d’Assise di Forlì, poi la Corte d’Appello di Bologna avevano inflitto all’imputato la pena dell’ergastolo. La Suprema Corte ha respinto il ricorso della difesa, eliminando soltanto l’aggravante dei motivi futili e abietti, senza però modificare la condanna. Alla base del delitto, secondo la ricostruzione emersa durante il processo, ci sarebbero stati profondi dissidi familiari tra i fratelli, legati a contrasti personali e questioni economiche che da tempo avevano incrinato i rapporti. Due gli elementi determinanti: le scarpe di Daniele Severi, trovate con tracce di sangue della vittima sei giorni dopo il delitto, e un paio di guanti rinvenuti nella sua auto, anch’essi sporchi di sangue di Franco Severi. Non sono invece mai stati ritrovati né l’arma del delitto né la testa della vittima. Con la pronuncia della Cassazione la condanna diventa definitiva. Per la giustizia italiana, Daniele Severi è il responsabile dell’omicidio del fratello Franco. Dopo quasi quattro anni, la vicenda giudiziaria si chiude così in modo irrevocabile.