20 GIUGNO 2024

11:09

NOTIZIA DI CRONACA

DI

505 visualizzazioni


20 GIUGNO 2024 - 11:09


NOTIZIA DI CRONACA

DI

505 visualizzazioni



RIMINI: Omicidio Pierina, Garofano, “Manuela è una parte offesa” | VIDEO

Sopralluogo in via del Ciclamino a Rimini dell’ex capo dei Ris di Parma Luciano Garofano, divenuto consulente tecnico di Manuela Bianchi. Secondo il generale, la nuora di Pierina Paganelli è “parte offesa”.

 

Il generale ed ex capo del Ris di Parma Luciano Garofano, entrato nel team di consulenti di Manuela Bianchi, è stato per la prima volta in via del Ciclamino sulla scena del crimine di Pierina Paganelli, la suocera di Bianchi ammazzata a coltellate a Rimini l’ottobre scorso nel garage del condominio in cui abitava.

“Abbiamo fatto un sopralluogo – ha raccontato Garofano -, naturalmente preliminare e successivo a quello approfondito che ho fatto alla Polizia di Stato”. “Era doveroso vedere dove la povera Pierina è stata ritrovata, sentire la signora Manuela, le condizioni in cui l’ha ritrovata e tutto ciò che ha fatto in quei momenti.”

Da una prima ricostruzione di Garofano, tutto fa pensare a un omicidio premeditato.

“Fare conclusioni sarebbe un salto nel vuoto e soprattutto prima delle analisi”, ha aggiunto il generale. “Mi sembra effettivamente che tutto quello che anche voi conoscere l'ascensore, non ascensore, il luogo, la tempistica ecc”, tutto questo potrebbe far pensare a un omicidio “preparato, premeditato”.

Manuela Bianchi è stata fra le prime sospettate per l’omicidio di Pierina, ma mai indagata. L’unico indagato resta il vicino di casa Louis Dassilva con cui Bianchi aveva una relazione extraconiugale. Garofano è convinto che in questa vicenda, la nuora sia parte offesa. “Manuela è intervenuta su una scena che potrebbe anche rivelare le sue tracce – ha spiega Garofano -. Quindi è giusto tutelarla come parte offesa”.

 

(Video di Manuel Migliorini)




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

TRENTO: Giro d'Italia '99, la Procura riapre il caso Pantani

Da quanto apprende l'ANSA, l'indagine è stata riaperta dalla Dda della Procura di Trento guidata da Sandro Raimondi l'anno scorso, anche in seguito agli esiti della Commissione Antimafia secondo i quali bisognava indagare ancora sulle "anomalie" legate all'esclusione dal Giro d'Italia di 25 anni fa di Pantani. Secondo le rivelazioni di Vallanzasca, i racconti e le intercettazioni di alcuni camorristi, la criminalità organizzata campana sarebbe intervenuta per evitare che il 'pirata' portasse la maglia rosa fino a Milano. Per questo Pantani, che stava dominando la corsa rosa, sarebbe stato controllato prima della tappa di Madonna di Campiglio, quanto i risultati degli esami antidoping sul sangue prelevatogli di primo mattino, mostrarono un valore di ematocrito di 52, oltre il limite consentito che è di 50. Quel test portò alla squalifica del campione romagnolo e quel giorno, probabilmente, cominciò il suo declino. Il via alle nuove indagini è arrivato anche dai legali della famiglia del pirata, da sempre convinta della morte violenta del campione e della 'trappola' tesa con il test antidoping, che hanno presentato una memoria corposa. L'indagine è a modello 44, ossia senza titolo di reato e senza indagati. Il pm ha comunque già sentito parecchie persone e ne dovrà sentire altre per cercare di ricostruire il presunto giro di scommesse clandestine. Da quanto si è saputo, ieri mattina, Vallanzasca, che è in condizioni di salute precarie, non sarebbe stato in grado di rispondere alle domande della pm Foiera.