20 GIUGNO 2024

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NOTIZIA DI CRONACA

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20 GIUGNO 2024 - 11:14


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BOLOGNA: Cantiere tram, scontri al parco tra polizia e attivisti | VIDEO

Un'altra mattinata di tensione si sta vivendo nella zona del parco Don Bosco, alla periferia di Bologna, con scontri che hanno provocato alcuni contusi. La Questura spiega che un paio di agenti sono stati colpiti, mentre i manifestanti raccontano che una ragazza sarebbe stata ferita con una manganellata. Si tratta del servizio di ordine pubblico, iniziato ieri, disposto dalla stessa Questura di Bologna per consentire l'abbattimento di alcuni alberi in viale Aldo Moro da parte di una ditta incaricata dal Comune dei lavori per il tram.    Secondo la Questura, i poliziotti hanno cercato il dialogo per convincere i manifestanti a desistere, ma senza successo, dato che questi hanno continuato a resistere "passivamente e attivamente con aggressioni verbali e insulti". La polizia spiega che alcuni dei manifestanti che si erano seduti ai piedi degli alberi sono stati sollevati e accompagnati poco distante, mentre gruppi più folti che continuavano con un atteggiamento ostile sono stati respinti con leggere spinte e in alcuni casi con l'uso degli scudi, senza l'uso di manganelli.    Un poliziotto è stato colpito da un pugno, un altro da uno schiaffo. Anche una giovane manifestante sarebbe rimasta ferita dopo aver preso un colpo alla testa. 

"Dalle 6 di questa mattina - scrive la Questura in una nota- il servizio si è rivelato da subito problematico per la presenza nell'area di circa 50-60 persone, riconducibili al comitato di protesta Besta, posizionate all'interno del parco in modo da ostacolare la realizzazione dei lavori programmati. In particolare, i manifestanti si sono posizionati in più punti del parco impedendo agli operai di avvicinarsi agli alberi, sedendosi e sdraiandosi alla base degli stessi, oppure legandosi e posizionandosi addirittura sopra i rami" "Un manifestante, un ragazzo italiano, che si era posizionato su un albero, ha colpito con un pugno un operatore del Reparto Mobile che cercava di farlo scendere, motivo per cui veniva condotto presso i locali uffici della Questura al fine di procedere nei termini di legge; veniva accompagnata anche una ragazza italiana che ha colpito con uno schiaffo un operatore della Digos' scrive ancora la Polizia.    Gli attivisti, che raccontano la mattinata su alcuni canali Telegram pubblicando anche foto e video, parlano invece di alcune cariche della polizia e dell'uso di manganelli: una giovane sarebbe stata ferita da un colpo alla testa e soccorsa dal 118. Alcuni alberi - scrivono ancora - sarebbero stati tagliati nonostante ci fossero persone aggrappate ai rami.    Nella nota della Questura viene spiegato infine che, "nonostante le gravose difficoltà, il servizio di ordine pubblico ha permesso fino ad ora l'abbattimento di circa 8 alberi, garantendo parte delle operazioni di abbattimento in programma per la giornata odierna".

Nel video un estratto dal tg col collegamento in diretta del nostro Beppe Facchini.




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TRENTO: Giro d'Italia '99, la Procura riapre il caso Pantani

Da quanto apprende l'ANSA, l'indagine è stata riaperta dalla Dda della Procura di Trento guidata da Sandro Raimondi l'anno scorso, anche in seguito agli esiti della Commissione Antimafia secondo i quali bisognava indagare ancora sulle "anomalie" legate all'esclusione dal Giro d'Italia di 25 anni fa di Pantani. Secondo le rivelazioni di Vallanzasca, i racconti e le intercettazioni di alcuni camorristi, la criminalità organizzata campana sarebbe intervenuta per evitare che il 'pirata' portasse la maglia rosa fino a Milano. Per questo Pantani, che stava dominando la corsa rosa, sarebbe stato controllato prima della tappa di Madonna di Campiglio, quanto i risultati degli esami antidoping sul sangue prelevatogli di primo mattino, mostrarono un valore di ematocrito di 52, oltre il limite consentito che è di 50. Quel test portò alla squalifica del campione romagnolo e quel giorno, probabilmente, cominciò il suo declino. Il via alle nuove indagini è arrivato anche dai legali della famiglia del pirata, da sempre convinta della morte violenta del campione e della 'trappola' tesa con il test antidoping, che hanno presentato una memoria corposa. L'indagine è a modello 44, ossia senza titolo di reato e senza indagati. Il pm ha comunque già sentito parecchie persone e ne dovrà sentire altre per cercare di ricostruire il presunto giro di scommesse clandestine. Da quanto si è saputo, ieri mattina, Vallanzasca, che è in condizioni di salute precarie, non sarebbe stato in grado di rispondere alle domande della pm Foiera.