20 GIUGNO 2024

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NOTIZIA DI CRONACA

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20 GIUGNO 2024 - 17:37


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BOLOGNA: 44 anni dalla strage di Ustica, Bonfietti e Lepore, “No a revisionismi” | VIDEO

A pochi giorni dal 44esimo anniversario della strage di Ustica, il 27 giugno, tornano le polemiche sulla vicenda del Dc9 dell'Itavia abbattuto nei cieli italiani durante una battaglia aerea tra aerei libici e caccia Nato con 81 persone a bordo tutte morte. A contestare quanto stabilito dai tribunali con sentenza del giudice Rosario Priore, il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri, e l'ex ministro Carlo Giovanardi, che ripropongono la tesi, scartata dai giudici, dell'esplosione a bordo del velivolo di una bomba, attribuendone la responsabilità al terrorismo palestinese. A stigmatizzare le loro esternazioni, durante la presentazione a Palazzo D'Accursio delle iniziative per l'anniversario ormai vicino, Daria Bonfietti, presidente dell'Associazione parenti delle vittime della strage di Ustica che ha definito “disgustose e offensive” le parole di Gasparri e Giovanardi, per i quali, la sera del 27 giugno 1980 nei cieli di Ustica “non c'era nessun aereo militare in volo in prossimità del Dc-9” dell'Itavia, e il sindaco di Bologna Matteo Lepore. "Tutto questo non è vero - scandisce Bonfietti - perché c'è un magistrato che dice che non lo è. Mistificando rendono ai giovani tutto più difficile". "Continua l'azione di revisionismo e depistaggio, con dichiarazioni del centrodestra, anche di un esponente importante come Gasparri, che portano avanti le linee revisioniste di una sedicente associazione per la memoria dei familiari, nata per osteggiare l'associazione dei familiari delle vittime e la verità" ha commentato Lepore. "Mi spaventa questa destra istituzionale di governo che si è candidata alle elezioni, vuole governare questo Paese e adesso vuole anche mani libere con il premierato per riscrivere la storia del Paese, a partire dalle stragi" ha aggiunto.

 




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ROMAGNA: Economia, l’inflazione nel primo semestre del 2024 rimane stabile | VIDEO

Nel mese di giugno si stabilizza l’inflazione nella provincia di Forlì-Cesena e diminuisce in quella di Rimini, lo attestano i dati ISTAT, elaborati dall’Osservatorio economico e sociale della Camera di commercio della Romagna. Nel dettaglio, in entrambe le province, la tendenza risulta crescente nei primi tre mesi dell’anno per poi calare dal mese di aprile. Nello specifico, nei primi sei mesi scendono i prezzi delle comunicazioni e dei beni energetici mentre si registra un aumento negli altri capitoli di spesa.  A giugno l’inflazione, a livello nazionale, si è mantenuta sullo stesso livello dei due mesi precedenti (+0,8%). La stabilizzazione del ritmo di crescita si deve principalmente al venir meno delle tensioni sui prezzi dei beni alimentari non lavorati, i cui effetti compensano l’attenuazione delle spinte deflazionistiche provenienti dal settore energetico. Nei primi sei mesi del 2024 la variazione media dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) per la Provincia di  Forlì-Cesena, rispetto a gennaio-giugno 2023, è stata pari a +0,6%, inferiore a quella regionale (+0,9%) e nazionale (+0,9%). La tendenza risulta essere crescente nei primi tre mesi per poi calare da aprile (da +0,7% a +0,6% di maggio e giugno). Per la provincia di Rimini, nei primi sei mesi dell’anno, la variazione media dell’indice dei prezzi al consumo, rispetto allo stesso periodo del 2023, è stata, invece, pari a +1,5%.