19 GIUGNO 2024

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NOTIZIA DI CRONACA

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19 GIUGNO 2024 - 11:17


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BOLOGNA: Processo Amato, l'oculista, “A Isabella forse sfuggita mano con farmaci” | VIDEO

Sicuro di sé, prolisso, con divagazioni lunghissime e interruzioni continue alla pm e anche al presidente della Corte d'Assise. Il medico oculista Giampaolo Amato, accusato di aver ucciso con un mix di farmaci, nell'ottobre del 2021, prima la suocera Giulia Tateo, poi la moglie Isabella Linsalata, si è difeso con determinazione durante il suo esame come teste. Vediamo

E' durata oltre 10 ore l'udienza del processo a Bologna, in Corte d'Assise, che vede sul bando degli imputati il medico oculista Giampaolo Amato, con l'accusa di aver ucciso con un mix di farmaci, nell'ottobre del 2021, prima la suocera Giulia Tateo, poi la moglie Isabella Linsalata. “Io non so perché sono stati trovati questi farmaci nei corpi di mia moglie e mia suocera – si è difeso Amato – ma so che io non ho mai somministrato loro nulla”. “Non penso che Isabella, in modo razionale, aumentasse i dosaggi dei farmaci che prendeva ma magari, in modo inconsapevole, le è scappata la mano”. Secondo la Procura, però, a uccidere le due donne non sono stati l'antidepressivo e l'ansiolitico che prendeva la moglie ma un cocktail di due farmaci, il Midazolan e il Sevoflurane, che vengono utilizzati in sala operatoria. Amato che dapprima aveva sostenuto di non conoscere questi due medicinali ha ammesso incalzato dalle domande della pm, Morena Plazzi, di sapere in quali casi venivano usati e che, durante il Covid, lui e gli altri medici coinvolti nell'emergenza dovevano trascriverli nella cartella clinica dei pazienti quando ormai non c'era più niente da fare. Sapevo che si utilizzavano – ha riconosciuto – per accompagnare a una morte senza sofferenza ma non li ho mai utilizzati, né so come si fa”. Importante è stata anche la testimonianza della psicologa da cui si recava la moglie di Isabella Linsalata che ha riportato i sospetti della donna sullo strano sapore delle tisane che le preparava il marito. Amato, rispondendo ai giudici, ha continuato a negare anche l'omicidio della suocera e di essere salito nel suo appartamento ma la app del suo orologio da polso ha registrato, per quella notte, un movimento in ascesa.

 




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FORLÌ: Decapitò il fratello, ergastolo definitivo per Daniele Severi | VIDEO

E' definitiva la condanna all'ergastolo per Daniele Severi, 66 anni, processato con l'accusa di avere ucciso il fratello 53enne Franco, agricoltore il cui corpo, decapitato, venne ritrovato il 22 giugno 2022, tra i rovi nei pressi del suo casolare in località Cà Seggio a Civitella di Romagna. La testa del cadavere, nonostante ripetute ed estese ricerche, non è mai stata ritrovata. Severi, in carcere dall'8 luglio 2022 quando venne fermato dai carabinieri, si è sempre dichiarato innocente. A quasi quattro anni di distanza è arrivata la condanna definitiva per la persona accusata dell’omicidio. La Corte di Cassazione ha infatti confermato l’ergastolo per Daniele Severi, fratello della vittima. La decisione dei giudici a Roma ha confermato quanto già stabilito nei precedenti gradi di giudizio. Prima la Corte d’Assise di Forlì, poi la Corte d’Appello di Bologna avevano inflitto all’imputato la pena dell’ergastolo. La Suprema Corte ha respinto il ricorso della difesa, eliminando soltanto l’aggravante dei motivi futili e abietti, senza però modificare la condanna. Alla base del delitto, secondo la ricostruzione emersa durante il processo, ci sarebbero stati profondi dissidi familiari tra i fratelli, legati a contrasti personali e questioni economiche che da tempo avevano incrinato i rapporti. Due gli elementi determinanti: le scarpe di Daniele Severi, trovate con tracce di sangue della vittima sei giorni dopo il delitto, e un paio di guanti rinvenuti nella sua auto, anch’essi sporchi di sangue di Franco Severi. Non sono invece mai stati ritrovati né l’arma del delitto né la testa della vittima. Con la pronuncia della Cassazione la condanna diventa definitiva. Per la giustizia italiana, Daniele Severi è il responsabile dell’omicidio del fratello Franco. Dopo quasi quattro anni, la vicenda giudiziaria si chiude così in modo irrevocabile.