22 MAGGIO 2024

13:55

NOTIZIA DI CRONACA

DI

638 visualizzazioni


22 MAGGIO 2024 - 13:55


NOTIZIA DI CRONACA

DI

638 visualizzazioni



RIMINI: Giro di fatture false, 4 indagati nel campo dell'edilizia | VIDEO

La guardia di Finanza di Rimini ha eseguito quattro misure cautelari per i reati di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e trasferimento fraudolento di valori. Il tutto nel contesto del commercio di materiali per l’edilizia. Ecco cosa è emerso.

 

Errare è umano, perseverare è diabolico, e può condurre perfino in carcere. C’è un errore ortografico alla base della maxi operazione della guardia di finanza di Rimini che ha svelato una frode fiscale nel settore dell’edilizia, in particolare nel commercio di inerti come sassi e ghiaia.

Il termine “lapidio” anziché “lapideo” ricorreva in diverse fatture che riportavano però un’intestazione diversa, facevano cioè riferimento ad aziende diverse. Ma dietro vi erano gli stessi soggetti che, tramite prestanome, gonfiavano fatture per frodare il fisco e nascondere i guadagni non dichiarati.

Questo secondo le lunghe e minuziose indagini delle fiamme gialle, durate oltre due anni, che si sono concentrate su delle anomale operazioni di trasporto del materiale inerte. Ne è emersa una vera e propria filiera di società che, in modo fraudolento, ha prodotto un vorticoso giro di fatture false, tra il 2018 e il 2021, arrivando ad evadere oltre 2 milioni di euro. Fatture che venivano fittiziamente intestate ad altre persone.

Quattro i soggetti arrestati, due in carcere e due ai domiciliari. Tre uomini e una donna. Al centro vi è un 48enne di origini campane ma residente nel Riminese, con vari precedenti, che avrebbe intestato fittiziamente a prestanome le quote delle cinque società, tutte del Riminese, a cui erano intestate le fatture.

Ancora da appurare possibili collegamenti con la criminalità organizzata e come quelle somme venissero reinvestite.




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

RIMINI: Muore dopo una serata in discoteca, disposta l'autopsia

Sarà fatta mercoledì l'autopsia sul corpo di Daniele Di Marino, il professore di biologia molecolare di 42 anni morto sabato sera sul lungomare di Bellaria Igea Marina dopo una serata in un locale sulla spiaggia. La Procura della Repubblica di Rimini ha aperto un fascicolo contro ignoti e probabilmente ancora senza ipotesi di reato in attesa dei risultato autoptici e i test tossicologici. Un atto dovuto anche in seguito alla segnalazione della moglie che si trovava con il professore al momento del malore fatale. Stando alla donna, incinta all'ottavo mese, il marito si è sentito male subito dopo essere uscito dal locale intorno alle 23.30. Sul posto erano intervenuti i carabinieri di Bellaria Igea Marina e il 118 che aveva provato a rianimare il professore per 50 minuti. Il referto del medico del 118 era stato che la morte poteva anche essere compatibile con cause violente. Stando a quanto riferito dalla moglie, Di Marino nel locale aveva ballato, "pogando" in pista e potrebbe in quel caso aver preso degli spintoni al torace e dei colpi alla testa.