29 APRILE 2024

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29 APRILE 2024 - 11:33


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PARMA: Morto Demiraj, uccise l’ex fidanzata e il suo nuovo compagno | VIDEO

Una lunga agonia terminata, dopo otto anni, giovedì scorso nel reparto di geriatria dell’ospedale di Parma. E’ questo l’epilogo per Dritan Demiraj, il 39enne  albanese che era stato condannato all’ergastolo per un duplice omicidio ed in carcere aveva subito una brutale aggressione che lo aveva ridotto in coma e poi incapace di intendere e volere con la perdita della memoria. La condanna a vita era stata stabilita dal tribunale di Rimini per l’omicidio dell’ex fidanzata Lidia  Nusdorfi e il nuovo compagno di lei, Silvio Mannina. L’efferato omicidio risale al 28 febbraio del 2014  quando Demiraj, dopo aver attirato Mannina in trappola a Rimini con la complicità dell’amante Monica Sanchi, lo aveva torturato a morte e aveva gettato il cadavere nella palude del Lago Azzurro di Santarcangelo. Il  giorno successivo, con 11 coltellate uccise l’ex compagna nel sottopasso della stazione di Mozzate, nel Comasco. L’ex pasticcere albanese era finito in coma dopo essere stato pestato a sangue da un ex pugile romeno nei corridoi del carcere di Parma in cui stava scontando la pena. La complice del delitto,  Monica Sanchi, era stata condannata a 30 anni di carcere ed è deceduta nel 2019 a causa di una malattia. Per i familiari di Demiraj potrebbe ora essere avviata una richiesta di risarcimento per il pestaggio subito in carcere.




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FERRARA: Viola gli arresti domiciliari, 33enne trasferito in carcere

Si sono aperte le porte della Casa Circondariale “Costantino Satta” di Ferrara per un 33enne, già sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari con l'applicazione del braccialetto elettronico, accusato di maltrattamenti nei confronti della moglie 30enne. L'uomo, nella mattinata del 9 giugno scorso, si era allontanato arbitrariamente dalla propria abitazione di Renazzo, facendovi rientro dopo oltre un'ora di assenza ingiustificata. I Carabinieri della locale Stazione, attivati immediatamente dal segnale di allarme del dispositivo, lo hanno rintracciato subito dopo e arrestato per evasione, venendo temporaneamente risottoposto alla misura degli arresti domiciliari, presso la propria abitazione, al termine dell’udienza di convalida tenutasi presso il Tribunale estense. Tuttavia, considerata l'estrema gravità delle condotte contestate all'uomo e la palese inidoneità della misura in atto, volta a garantire la tutela e l'incolumità della persona offesa, i carabinieri hanno avanzato una richiesta di aggravamento della misura cautelare all'Autorità Giudiziaria. La Corte d'Appello di Bologna, condividendo appieno le motivazioni rappresentate dai Carabinieri di Renazzo, ha disposto la revoca degli arresti domiciliari, sostituendoli con la custodia cautelare in carcere. Pertanto i Carabinieri di Renazzo, lo scorso 16 giugno hanno dato esecuzione alla misura traducendo il 33enne presso il carcere del capoluogo estense, dove rimarrà a disposizione dell'Autorità Giudiziaria in attesa del proseguimento dell’iter processuale.