13 APRILE 2024

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13 APRILE 2024 - 13:07


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RAVENNA: Morì a 19 anni per overdose di metadone, le 4 pene ora definitive

La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi depositati dalle difese mettendo così dopo sette anni la parola fine alla vicenda giudiziaria relativa alla morte di Matteo 'Balla' Ballardini, lo studente di 19 anni deceduto per overdose da metadone dopo 13 ore di agonia il 12 aprile 2017 a Lugo, nel Ravennate, nella sua vettura parcheggiata di proposito in un punto defilato dai quattro ragazzi con lui la notte prima.Dopo le condanne uscite all'appello-bis - secondo quanto riportato dal Resto del Carlino -, né la Procura Generale di Bologna né le difese di due degli imputati avevano fatto ricorso: di conseguenza le pene dei due erano passate in giudicato a fine ottobre scorso.Compresa la condanna più alta (sette anni in totale) inflitta alla 26enne che, secondo le indagini della polizia, aveva passato al 19enne le boccette di metadone ottenute dal Sert di Ravenna nell'ambito di un programma terapeutico (doveva rispondere di morte come conseguenza di altro reato: lo spaccio). Le altre tre condanne definitive, per omicidio colposo aggravato, sono a 3 anni 6 mesi e 20 giorni; 5 anni 3 mesi e 10 giorni; e 3 anni 4 mesi.La vicenda processuale scaturita dalla morte del 19enne, aveva oscillato tra l'omicidio volontario con dolo eventuale uscito in primo grado a Ravenna alla sola omissione di soccorso tratteggiata nel primo appello a Bologna.Infine nell'aprile 2023, la Corte d'Assise d'Appello-bis di Bologna aveva per lo più inquadrato i fatti come omicidio colposo aggravato dalla previsione dell'evento. 




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

RAVENNA: Un bazar di droghe in casa, due arresti

Un'operazione condotta dai Carabinieri di Ravenna ha portato alla scoperta di un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti e all'arresto di una coppia italiana, lui di 40 anni e lei di 36. Durante una perquisizione domiciliare, i militari hanno rinvenuto 5 chili di hashish suddivisi in panetti e circa un chilo di cocaina già confezionata all’interno di vari contenitori per alimenti e buste per il sottovuoto. Insieme alle droghe, sono state trovate bilance digitali di precisione e macchine per il sottovuoto, con annesse buste simili a quelle utilizzate per il confezionamento delle sostanze stupefacenti. Le indagini, avviate dai Carabinieri della stazione di Mezzano, hanno portato i militari a sospettare del 40enne, operaio con piccoli precedenti, per attività di spaccio e detenzione di hashish presso la propria abitazione. All’arrivo delle forze dell’ordine, l’uomo e la sua convivente hanno manifestato evidente nervosismo, culminato in frasi confuse e senza senso. Poco dopo, il sospettato ha ammesso le proprie responsabilità consegnando spontaneamente oltre 100 grammi di hashish, sostenendo che fosse per uso personale. I militari, tuttavia, hanno deciso di proseguire con una perquisizione più approfondita, estendendola a tutti i locali della casa e agli spazi attigui. La ricerca ha portato alla scoperta di una stanza adibita a deposito/lavanderia, dove era nascosto un vero e proprio bazar della droga. Tutte le sostanze e il materiale sono stati sequestrati. La coppia è stata arrestata con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e, su disposizione della Procura della Repubblica di Ravenna, trasferita rispettivamente nei carceri di Forlì e Ravenna.