23 MARZO 2024

11:04

NOTIZIA DI CRONACA

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23 MARZO 2024 - 11:04


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FAENZA: Patrimonio anziano prosciugato, badante condannata

La presunta circonvenzione di incapace ai danni di un anziano allevatore di Faenza è costata una condanna a 4 anni e 6 mesi di reclusione a una badante 59enne di origine albanese. Stessa pena, ma per riciclaggio, è stata inflitta al figlio della donna. Secondo l’accusa, nella lista dei regali incassati per un valore di più di due milioni figuravano un appartamento da 230mila euro, due polizze sulla vita per oltre un milione, la delega a operare sul conto corrente, assegni e contanti per quasi 400mila euro e un salario mensile da 5mila euro. Il giudice del Tribunale di Ravenna ha invece assolto il marito della badante e la fidanzata del figlio, entrambi accusati di riciclaggio. L'anziano, classe 1926, soffriva di deterioramento cognitivo. Grazie a ciò, secondo la Procura, la badante sarebbe riuscita a mettere le mani su buona parte dei suoi beni tra il 2013 e il 2017.




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CESENA: Intossicato dai lupini, ritirato un lotto di prodotto

Un malore dopo aver consumato una confezione di lupini secchi ha portato un cittadino a ricorrere alle cure del Pronto Soccorso di Cesena, facendo scattare l’allerta sanitaria. L’episodio ha acceso i riflettori su un lotto di lupini secchi a marchio “Cibòn”, successivamente richiamato dal Ministero della Salute per possibile “rischio chimico”. Alla base del provvedimento c’è la presenza di alcaloidi chinolizidinici, sostanze naturali che, se presenti in quantità elevate, possono risultare tossiche per l’organismo. Le autorità sanitarie hanno avviato accertamenti e disposto il ritiro del prodotto dagli scaffali, invitando i consumatori a non consumarlo e a riportarlo al punto vendita. Il richiamo è stato adottato a scopo precauzionale per evitare nuovi casi di intossicazione alimentare. I lupini, legumi molto diffusi come snack o ingrediente della tradizione, richiedono infatti una lavorazione accurata per ridurre la concentrazione di sostanze amare e potenzialmente nocive. In assenza di adeguati trattamenti, il consumo può provocare disturbi anche rilevanti, con sintomi che vanno da nausea e vomito fino a reazioni più gravi.