29 FEBBRAIO 2024

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29 FEBBRAIO 2024 - 12:19


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EMILIA-ROMAGNA: Fine vita, la Regione va avanti e conferma la delibera | VIDEO

La Giunta regionale dell’Emilia-Romagna, con alcune nuove integrazioni alla precedente delibera, conferma la scelta di regolamentare il suicidio medicalmente assistito in regione. Lo rende noto l’ente. “Lo fa – viene spiegato - integrando e rafforzando le motivazioni della delibera del 5 febbraio scorso, alla luce degli approfondimenti effettuati, quindi senza modificare l’impianto di quanto già stabilito”. In Emilia-Romagna è confermato dunque che sarà il Comitato per l’etica nella clinica già istituito presso l’AUSL-IRCCS di Reggio Emilia, alla cui esperienza è stata data valenza regionale (COREC), l’organismo collegiale terzo di consultazione per le richieste di chi si trova nelle condizioni “previste dalla Corte costituzionale e ha fatto richiesta di suicidio medicalmente assistito, assicurando in questo modo su tutto il territorio – viene sottolineato - uniformità di valutazione. Tassativi i criteri indicati dalla Corte per evitare ogni arbitrio: il paziente deve essere affetto da una patologia irreversibile, da cui derivino sofferenze fisiche o psicologiche che il paziente ritiene intollerabili, che sia tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e sia pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli”. I Comitati etici territoriali (CET), richiamati dal Comitato nazionale di bioetica come possibile organismo chiamato ad esprimere pareri sulla richiesta di suicidio medicalmente assistito, possono essere indicati ad esprimere un parere in materia, ma non si tratta di una scelta dovuta lì dove esistano specifici organismi per l’etica nella clinica, come invece avviene in Emilia-Romagna. Motivazioni ulteriormente esplicitate nell’atto integrativo approvato dalla Giunta guidata dal presidente Stefano Bonaccini.

In merito al fine vita, “in attesa di una legge nazionale per un tema di così grande importanza e delicatezza confermiamo il nostro impegno per dare attuazione a quanto richiesto dall’Alta Corte. Abbiamo rafforzato le motivazioni, soffermandoci su tutti i passaggi giuridici a supporto di questa posizione”. Così l’assessore alle politiche per la salute dell’Emilia-Romagna Raffaele Donini dopo che la giunta regionale ha varato alcune integrazioni alla delibera che disciplina l’applicazione del suicidio medicalmente assistito. “Ricordiamo che le Regioni sono chiamate ad applicare quanto previsto dalla Corte. Era doveroso mettere il sistema sanitario nelle condizioni di adempiere a questo obbligo nel miglior modo possibile, come richiesto anche dal Ministero della Salute”, conclude. 




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CESENA: Intossicato dai lupini, ritirato un lotto di prodotto

Un malore dopo aver consumato una confezione di lupini secchi ha portato un cittadino a ricorrere alle cure del Pronto Soccorso di Cesena, facendo scattare l’allerta sanitaria. L’episodio ha acceso i riflettori su un lotto di lupini secchi a marchio “Cibòn”, successivamente richiamato dal Ministero della Salute per possibile “rischio chimico”. Alla base del provvedimento c’è la presenza di alcaloidi chinolizidinici, sostanze naturali che, se presenti in quantità elevate, possono risultare tossiche per l’organismo. Le autorità sanitarie hanno avviato accertamenti e disposto il ritiro del prodotto dagli scaffali, invitando i consumatori a non consumarlo e a riportarlo al punto vendita. Il richiamo è stato adottato a scopo precauzionale per evitare nuovi casi di intossicazione alimentare. I lupini, legumi molto diffusi come snack o ingrediente della tradizione, richiedono infatti una lavorazione accurata per ridurre la concentrazione di sostanze amare e potenzialmente nocive. In assenza di adeguati trattamenti, il consumo può provocare disturbi anche rilevanti, con sintomi che vanno da nausea e vomito fino a reazioni più gravi.