31 OTTOBRE 2024

12:59

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31 OTTOBRE 2024 - 12:59


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RIMINI: Sequestrate 13 tonnellate di "botti" pronti per Halloween

La Polizia di Rimini ha sequestrato oltre tredici tonnellate tra petardi e fuochi d’artificio, destinati alla vendita per la festività di Halloween. Gli agenti hanno ispezionato un deposito situato nella zona nord della città, insospettiti dal recente incremento di movimentazione del materiale. All’interno del magazzino è stato riscontrato un quantitativo di materiale esplosivo superiore alla capacità autorizzata dalla licenza di pubblica sicurezza, rilasciata nel 2017. Il limite stabilito era di 5.000 kg di esplosivi, molto inferiore quindi alle 13 tonnellate.

Il materiale eccedente è stato posto sotto sequestro penale, mentre il legale rappresentante della ditta, titolare della licenza, è stato denunciato per violazione della legge che regola la detenzione di esplosivi.

 




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"Per noi è una situazione pesantissima, la stiamo vivendo malissimo. E' un'ipotesi difficile da accettare, è peggio del lutto. Ci auguriamo con tutto il cuore che alla fine emerga che nostro padre non risulti coinvolto". Valeria Benini è una delle quattro figlie di Vittorio 'Victor' Benini, sassofonista morto il 13 ottobre a 84 anni e che si sospetta possa essere una delle vittime delle condotte contestate a Luca Spada, l'autista della Croce Rossa indagato dalla Procura di Forlì per omicidio volontario premeditato. La donna e le sue sorelle hanno conferito il mandato agli avvocati Max Starni e Antonio Mambelli per verificare se il caso di loro padre sia effettivamente uno di quelli attribuiti dalle indagini al 27enne di Meldola e per poi valutare quali azioni mettere in campo: "Spero possa esserci un po' di serenità e rispetto del nostro lutto", ha detto ancora. Vittorio Benini è morto il 12 ottobre dopo che quattro giorni prima aveva avuto un arresto cardiaco su un'ambulanza, a quanto pare guidata dall'indagato, durante un trasferimento dalla struttura di lungodegenza dove era ricoverato a Santa Sofia, verso l'ospedale di Forlì, dove avrebbe dovuto fare esami di routine. La donna ha spiegato di non aver mai sospettato nulla. "E' stato ancora più devastante imparare tutto dai giornali", ha aggiunto.