30 OTTOBRE 2024

18:11

NOTIZIA DI CRONACA

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30 OTTOBRE 2024 - 18:11


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RIMINI: 17enne accoltellato dopo una lite sui social, 5 giovanissimi a processo

Tentato omicidio aggravato dal numero di persone presenti e dai futili motivi, l'ipotesi per cui cinque ragazzi, quattro minorenni e un maggiorenne, tutti italiani tranne un 16enne di origine romena, sono stati indagati dalla Procura dei minori di Bologna e quella di Rimini. Il caso è quella di una lite tra giovanissimi in centro storico a Rimini, tra il 16 e il 17 marzo 2024 scoppiata per banali motivi legati ad un commento sui social. L'indagine, della squadra mobile coordinata dal sostituto procuratore Paola Bonetti, è arrivata alla fine, con la notifica agli indagati dell'avviso di fine indagine, cioè la chiusura del fascicolo, che solitamente precede una richiesta di rinvio a giudizio. Anche la parte offesa è un minorenne, un ragazzo di 17 anni accoltellato all'addome e alla schiena. Durante le indagini, la perizia disposta dalla pubblica accusa avrebbe rappresentato che in quella zona del corpo dove il ragazzo era stato ferito con due coltellate, benché non attinti, vi siano organi potenzialmente vitali, per cui l'ipotesi di accusa non poteva limitarsi a lesioni gravissime ma doveva necessariamente passare a quella ben più grave di tentato omicidio. Il 16enne, presunto accoltellatore è difeso dall'avvocato Cristian Brighi del foro di Rimini.




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

MILANO: Uno Bianca, il procuratore di Bologna interroga i fratelli Savi

Il procuratore di Bologna Paolo Guido e la procuratrice aggiunta Lucia Russo sono arrivati nel carcere di Bollate, nel Milanese, per interrogare Roberto e Fabio Savi nell'ambito della nuova inchiesta sulla banda della Uno Bianca. Il fascicolo, aperto dopo l'esposto presentato dai familiari delle vittime, punta a verificare l'eventuale esistenza di complici o mandanti delle stragi per le quali i sei componenti della banda sono già stati condannati in via definitiva e che causarono, tra il 1987 e il 1994, 23 morti e oltre cento feriti. L'interrogatorio di Roberto Savi, ex poliziotto ed ex leader del gruppo criminale, è stato disposto dopo alcune dichiarazioni rese lo scorso maggio durante la trasmissione televisiva 'Belve Crime'. In quell'occasione l'ergastolano ha sostenuto che, almeno in alcuni episodi, sarebbero stati i Servizi segreti a spingere la banda a uccidere. Tra gli episodi al centro degli accertamenti figurano l'omicidio dei carabinieri Umberto Erriu e Cataldo Stasi, uccisi a Castel Maggiore il 20 aprile 1988, e il duplice omicidio di Licia Ansaloni e Pietro Capolungo nell'armeria di via Volturno, a Bologna, il 2 maggio 1991. Si è concluso dopo circa due ore nel carcere di Bollate l'interrogatorio. Il procuratore capo Paolo Guido e la procuratrice aggiunta Lucia Russo hanno lasciato il penitenziario poco dopo le 13 senza rilasciare dichiarazioni.