14 DICEMBRE 2023

10:06

NOTIZIA DI CRONACA

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14 DICEMBRE 2023 - 10:06


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FAENZA: Incidente ferroviario, analizzate le “scatole nere” dei treni | VIDEO

Proseguono le indagini per accertare le responsabilità dell’incidente tra due treni avvenuto domenica sera a Faenza. La procura ha proceduto al sequestro delle “scatole nere” dei due mezzi.

L’incidente è stato causato da un guasto tecnico o da un errore umano. E nell’ultimo caso la responsabilità è di una o più persone? Sono le domande alle quali sta cercando di rispondere la procura di Ravenna, alle prese con le indagini per far luce sull’incidente avvenuto domenica sera nella tratta ferroviaria tra Forlì e Faenza. Per il momento c’è un solo indagato, vale a dire il macchinista del Frecciarossa che, arretrando, ha colpito il treno Regionale fermo dietro di lui. L’ipotesi di reato è disastro ferroviario colposo. “Un atto dovuto” hanno spiegato gli investigatori, che nel frattempo stanno raccogliendo quante più informazioni possibili per chiarire al meglio la dinamica dei fatti. Dopo aver interrogato buona parte dei quasi 500 passeggeri a bordo dei due convogli, la Procura ha proceduto al sequestro dei libri di bordo con le relative schede elettroniche. Sono in pratica le scatole nere nelle quali è stato annotato ogni movimento dei due treni e che, una volta decodificati i dati, potranno dare un quadro più preciso di come si siano svolti i fatti. Nel frattempo anche i convogli sono stati posti sotto sequestro, il Frecciarossa con le sue sette carrozze e la coda pesantemente danneggiata, è stato trainato fino alla stazione di Faenza mentre il Regionale si trova presso lo scalo di Villa Selva di Forlì. L’incidente, fortunatamente senza gravi conseguenze, ha comunque scatenato un dibattito sulla sicurezza e l’efficienza della rete ferroviaria romagnola. A tal proposito la deputata del Pd Ouidad Bakkali ha rivolto una sollecitato al Ministro ai Trasporti Salvini una indagine per “appurare cause e responsabilità” chiedendo poi di “reperire le risorse per completare il progetto di quadruplicamento della linea Bologna-Rimini”




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BOLOGNA: Trovato morto in casa, revocato il carcere per la moglie

E' impossibile "affermare ancora la necessaria gravità indiziaria" nei confronti di Lorenza Scarpante e quindi la misura cautelare va revocata. Così il Gip del Tribunale di Bologna, Claudio Paris, nell'ordinanza con la quale ieri ha revocato il carcere, dopo otto mesi, alla 56enne , accusata dell'omicidio del marito Giuseppe Marra, avvenuto a Bologna nella notte tra il 26 e il 27 maggio 2025.  Lo stesso pubblico ministero - del caso si sta occupando la procuratrice aggiunta, Morena Plazzi - ha dato parere favorevole alla sostituzione della misura, chiedendo il divieto di dimora a Bologna, ma il Gip ha deciso per revocare il carcere senza applicare alcuna misura, come chiesto in prima battuta dai legali di Scarpante, avvocati Chiara Rizzo e Guido Todaro, nell'istanza presentata due giorni fa al giudice.  Secondo l'iniziale ricostruzione dei carabinieri la donna, che insieme al marito gestiva un negozio in via Indipendenza, dopo avere consumato sostanze stupefacenti avrebbe colpito a morte il compagno: una delle ipotesi è che all'uomo, steso a terra forse colto da malore, la 56enne abbia fatto sbattere la testa contro alcuni spigoli dei muri, all'ingresso dell'appartamento. Ma a mutare il quadro, è stata la relazione tecnica di analisi sulla scena del crimine depositata dai consulenti della Procura, uno studio scientifico - denominato Bpa (Bloodstain pattern analysis) - delle macchie di sangue sulla scena del crimine per ricostruire la dinamica dell'evento. Per il Gip, tale consulenza effettivamente costituisce "elemento di novità di notevole rilevanza" in relazione alla ricostruzione del fatto, rendendo "incerto" il quadro indiziario e facendo sì che sia impossibile sostenere "la maggiore persuasività" della ricostruzione accusatoria, ovvero l'omicidio, rispetto alla versione proposta dalla difesa, secondo cui la morte di Giuseppe Marra sarebbe dovuta a una serie di cadute accidentali. (