22 LUGLIO 2022

11:42

NOTIZIA DI CRONACA

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22 LUGLIO 2022 - 11:42


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BOLOGNA: Tentato omicidio a imprenditore, pene ridotte in appello

Pene ridotte in appello per i presunti esecutori materiali di un tentato omicidio ai danni di un imprenditore, investito da un'auto mentre era in bicicletta a Molinella (Bologna) il 19 giugno 2019. A ottobre 2020 i carabinieri arrestarono il mandante del fatto, Manuel Sanchini, anche lui imprenditore, di Bertinoro (Forlì-Cesena) che in primo grado aveva patteggiato quattro anni e otto mesi. Oltre a Sanchini furono oggetto di ordinanze di custodia cautelare tre uomini di Cerignola (Foggia), presunti sicari. Sarebbero stati assoldati per uccidere l'uomo, debitore di Sanchini e suo ex socio. Per tutti e tre davanti alla Corte di Appello di Bologna è stato accolto un concordato, una sorta di patteggiamento nel processo di secondo grado. Paolo Tufariello, difeso dagli avvocati Roberto D'Errico e Valerio Spigarelli, è passato così da otto anni e due mesi a sei anni e due mesi; Giuseppe Avello, difeso dall'avvocato Luca Sebastiani e Angelo Pio Daluiso, difeso dall'avvocato Matteo Perchinunno, entrambi passano da sei anni e dieci mesi a cinque anni.

Foto d'archivio




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CERVIA: Morte Musiani, esclusa caduta accidentale

Non una caduta accidentale, ma una successione di traumi concentrati in pochi minuti. È il quadro che emerge dalla consulenza medico-legale sulla morte di Nicola Musiani, il 53enne aggredito nella notte tra il 18 e il 19 luglio nel parcheggio di via Fienilone, a Pinarella di Cervia, e morto tre giorni dopo all’ospedale Bufalini di Cesena. Il medico legale Dario Raniero, incaricato dalla procura di eseguire l’autopsia, avrebbe individuato una serie di lesioni gravi, concentrate soprattutto sul lato sinistro del corpo, in particolare alla testa e al torace. Secondo le conclusioni della relazione, i traumi sarebbero riconducibili a uno stesso ristretto intervallo temporale e non a una caduta fortuita. La morte sarebbe stata provocata da una gravissima lesione intracranica, con una diffusa emorragia, che avrebbe determinato lo choc emorragico cerebrale. Non è stato però possibile stabilire con certezza quale oggetto o quale azione abbia causato il colpo mortale. Tra le ipotesi prese in considerazione ci sarebbero un colpo inferto con una bottiglia, altri colpi diretti oppure l’impatto della testa contro il terreno durante l’aggressione. Il medico legale spiega infatti che l’esame delle lesioni non consente di distinguere con precisione quelle provocate direttamente dai colpi da quelle eventualmente conseguenti alla caduta al suolo. Il terreno stesso, dal punto di vista medico-legale, può agire come una superficie contundente. Un elemento, tuttavia, viene ritenuto particolarmente significativo, la distribuzione dei traumi. Oltre alla lesione cranica fatale, Musiani presentava un’importante infiltrazione emorragica nella parte posteriore del torace e fratture alle costole anteriori. Lesioni che interessavano soprattutto il lato sinistro del corpo e che, per caratteristiche e collocazione, sono state considerate compatibili con una dinamica violenta e complessa. Nella relazione si parla di una «reiterata successione di traumatismi contusivi, concentrati in un intervallo temporale ristretto». Una valutazione che ha portato il consulente a escludere ragionevolmente l’origine accidentale delle lesioni. Le conclusioni dell’autopsia si aggiungono agli altri elementi raccolti dagli investigatori, tra cui filmati, conversazioni e testimonianze. Secondo la ricostruzione investigativa, la vicenda sarebbe iniziata con un diverbio e sarebbe poi degenerata dopo una serata in discoteca, fino all’aggressione nel parcheggio. Durante il pestaggio sarebbero stati utilizzati anche oggetti presenti sul posto, tra cui sedie e biciclette. Per la morte dell’uomo sono indagati sei giovani di origine straniera e residenti nel forlivese, di età compresa tra i 17 e i 23 anni, accusati di omicidio volontario in concorso, aggravato dai futili motivi. Sarà ora la magistratura a valutare tutti gli elementi raccolti e a ricostruire le responsabilità individuali. Resta un punto fermo nelle conclusioni del medico legale, le ferite riportate da Nicola Musiani, per numero, distribuzione e caratteristiche, non sono ragionevolmente spiegabili con una semplice caduta accidentale.