10 NOVEMBRE 2017

11:49

NOTIZIA DI CRONACA

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10 NOVEMBRE 2017 - 11:49


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BOLOGNA: Prete nella bufera per un post su Facebook | VIDEO

E' polemica attorno alle dichiarazioni scritte su Facebook da un sacerdote di Bologna il quale ha commentato la notizia di una 17enne che ha denunciato di essere stata violentata. “Ti sballi e poi dovrei avere pietà”? Poi la difesa: “il mio non è un attacco alla ragazza”

Una riflessione che un tempo, magari, si faceva a voce alta - tra se e se – ora viene scritta sui social network e, come sempre succede, il commento diventa una bomba esplosiva quasi incontrollabile nonostante i tentativi di smussare le parole se non addirittura ratificarle o smentirle. A queste ultime cose è arrivato don Lorenzo Guidotti, parroco di San Domenico Savio di Bologna, che su FB ha commentato, usando toni duri e sarcastici, la notizia di una 17enne che lo scorso 3 novembre ha denunciato di essere stata violentata in un vagone della stazione, dopo una serata in cui aveva bevuto parecchio. “Tesoro mi dispiace, ha scritto il sacerdote bolognese, ma ha proseguito frequenti piazza Verdi, ti ubriachi da far schifo! Ma perché? E dopo la cavolata di ubriacarti con chi ti allontani? Con un magrebino? Notoriamente, soprattutto in piazza Verdi, veri gentleman, tutti liberi professionisti, insegnanti, gente di cultura, per bene. Adesso capisci che oltre agli alcolici ti eri già bevuta tutta la tirata ideologica sull'accogliamoli tutti?. Tesoro ... a questo punto, svegliarti seminuda direi che è il minimo che potesse accaderti”. E' il sito di Radio Città del Capo a riportare il post di Guidotti pubblicando lo screenshot del messaggio, apparso la sera del 6 novembre. Un post che ha, inevitabilmente, sollevato diverse polemiche tanto che qualche ora dopo è arrivato il tentativo di difesa dello stesso sacerdote: “

“Il mio non è un attacco alla ragazza, ci mancherebbe, ma un tentativo di far pensare gli altri ragazzi e i loro genitori... e, magari, anche chi amministra la cosa pubblica. Chissà forse proprio grazie a queste parole forti , il messaggio arriva a chi altrimenti non avrei mai raggiunto. Vogliamo aspettare la seconda vittima, la terza, la quarta, ecc? Io no!", ha scritto don Guidotti.

LE REPLICHE

“Quanto si legge nelle pagine facebook del sacerdote diocesano don Lorenzo Guidotti a proposito della violenza subita da una ragazza nei giorni scorsi e riferita dalla stampa quotidiana, corrisponde ad opinioni sue personali, che non riflettono in alcun modo il pensiero e la valutazione della Chiesa, che condanna ogni tipo di violenza.” Così ha dichiarato l'arcivescovado felsineo.

"Io col mio intervento ho sbagliato, i termini, i modi, le correzioni. Non posso perciò che chiedere scusa a lei e ai suoi genitori se le mie parole imprudenti possono aver aggiunto dolore, come invece accadrà leggendole". Così il parroco don Lorenzo Guidotti che, come spiega la curia bolognese che ne ha diffuso una dichiarazione, "riconosce di essersi espresso in maniera inappropriata e intende chiarire il suo pensiero".




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

RIMINI: Aggressione sulla battigia, quattro denunciati

Quattro cittadini stranieri, di età compresa tra i 19 e i 31 anni, sono stati denunciati a piede libero dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile - Sezione Operativa - della Compagnia di Rimini con l'ipotesi di reato di lesioni personali aggravate, al termine delle indagini su una violenta aggressione avvenuta nella notte del 16 agosto sulla battigia di Marina Centro. Secondo quanto ricostruito dai militari dell'Arma, al termine di una lite nata per futili motivi, il gruppo avrebbe aggredito alcuni coetanei utilizzando anche spray urticante e armi da taglio. I presunti aggressori, arrivati in Riviera da fuori provincia, avrebbero così provocato gravi conseguenze alle vittime. I feriti sono stati soccorsi e trasportati d'urgenza all'ospedale Bufalini di Cesena, dove sono stati ricoverati in condizioni inizialmente giudicate gravissime e in pericolo di vita. Nel corso della colluttazione sono rimasti feriti anche due degli indagati, entrambi 20enni, che hanno dovuto ricorrere alle cure dei sanitari dello stesso ospedale e sono stati dimessi con una prognosi di 30 giorni ciascuno. Gli accertamenti svolti dai Carabinieri hanno consentito, secondo quanto riferito dall'Arma, di ricostruire la dinamica dell'episodio e di raccogliere elementi indiziari nei confronti dei quattro giovani, poi deferiti alla Procura della Repubblica di Rimini.