3 MARZO 2016

11:56

NOTIZIA DI CRONACA

DI

1768 visualizzazioni


3 MARZO 2016 - 11:56


NOTIZIA DI CRONACA

DI

1768 visualizzazioni



RAVENNA: Rumeni fermati dai Carabinieri con l'accusa di traffico di opere d'arte - FOTO

I Carabinieri di Ravenna hanno denunciato due rumeni di 27 e 28 anni per traffico di opere d’arte. Sono stati fermati a bordo di un furgone sul quale sono stati trovati diversi arnesi da scasso e alcune tele sulle quali sono in corso accertamenti da parte del Reparto dell’Arma Tutela Patrimonio Artistico. I due trasportavano nove opere d’arte tra le quali, oli su tela, bassorilievi e stampe varie delle quali non hanno saputo indicare la provenienza.  L’ipotesi è che si trattasse di opere d’arte proventi di furto e così sono state poste sotto sequestro e i due rumeni sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria per il reato di ricettazione. Ai due sono state anche elevate sanzioni  per la parte relativa ai documenti di guida per un totale di circa 4.000 euro. I Carabinieri invitano le persone che riconoscono tra le opere recuperate oggetti propri di contattare il comando di Lido Adriano.




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

CESENA: Botte e minacce alla moglie, braccialetto elettronico a 66enne tunisino

Nei giorni scorsi, i carabinieri di Cesena hanno dato esecuzione a un'ordinanza del Gip del Tribunale di Forlì nei confronti di un 66enne, tunisino, ritenuto presunto responsabile dei reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate. Per l'uomo è scattato l'allontanamento dalla casa familiare, il divieto di avvicinamento alla persona offesa, ai luoghi dalla stessa frequentati mantenendo una distanza minima di 1.000 metri, il divieto di comunicare con la donna con qualsiasi mezzo, nonché l'applicazione del "braccialetto elettronico", volto a monitorare costantemente il rispetto delle distanze imposte. Le indagini, partite dalla denuncia della donna, hanno permesso di accertare un grave quadro indiziario a carico dell'uomo, con reiterati episodi di maltrattamenti, violenze fisiche, vessazioni psicologiche, minacce e lesioni personali, avvenuti anche in presenza dei figli e protratti ripetutamente fino all'ultimo episodio avvenuto nello scorso agosto, con la donna costretta alle cure sanitarie con sette giorni di prognosi. La condotta dell'uomo ha generato nella vittima un profondo disagio, oltre a un perdurante stato di ansia e paura per la propria incolumità, riducendola in una condizione di costante timore e soggezione psicologica.