2 MARZO 2016

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2 MARZO 2016 - 12:03


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RIMINI: Droga, nuovo blitz contro gli spacciatori storici della città - VIDEO

Case, automobili e soldi, provento di attività illecite, sono stati sequestrati questa mattina dalla Guardia di Finanza riminese a conclusione di un'indagine congiunta con la Questura di Rimini. Quasi un milione il valore dei beni sottoposti a misura con ordinanza del gip del tribunale di Rimini che ha valutato, su indicazione di polizia e finanza, l'esistenza di una grossa sproporzione tra il reddito dichiarato e il tenore di vita di 4 persone già arrestate nel novembre del 2014 dalla squadra mobile. Tutto è partito infatti dall'operazione denominata "evergreen" nell'ambito della quale furono arrestate per droga 10 persone. Tra gli arrestati all'epoca anche il 60enne foggiano Luigi Rendina, titolare di uno dei più grandi vivai riminesi alla Grotta Rossa che secondo gli inquirenti era il vero e proprio grossista della droga che riforniva gli altri spacciatori.




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

CESENA: Botte e minacce alla moglie, braccialetto elettronico a 66enne tunisino

Nei giorni scorsi, i carabinieri di Cesena hanno dato esecuzione a un'ordinanza del Gip del Tribunale di Forlì nei confronti di un 66enne, tunisino, ritenuto presunto responsabile dei reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate. Per l'uomo è scattato l'allontanamento dalla casa familiare, il divieto di avvicinamento alla persona offesa, ai luoghi dalla stessa frequentati mantenendo una distanza minima di 1.000 metri, il divieto di comunicare con la donna con qualsiasi mezzo, nonché l'applicazione del "braccialetto elettronico", volto a monitorare costantemente il rispetto delle distanze imposte. Le indagini, partite dalla denuncia della donna, hanno permesso di accertare un grave quadro indiziario a carico dell'uomo, con reiterati episodi di maltrattamenti, violenze fisiche, vessazioni psicologiche, minacce e lesioni personali, avvenuti anche in presenza dei figli e protratti ripetutamente fino all'ultimo episodio avvenuto nello scorso agosto, con la donna costretta alle cure sanitarie con sette giorni di prognosi. La condotta dell'uomo ha generato nella vittima un profondo disagio, oltre a un perdurante stato di ansia e paura per la propria incolumità, riducendola in una condizione di costante timore e soggezione psicologica.