1 MARZO 2016

17:57

NOTIZIA DI CRONACA

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1 MARZO 2016 - 17:57


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RAVENNA: Omicidio Barbiano, il dna incastrerebbe il figlio dell'anziana uccisa

Aveva creato preoccupazione tra la cittadinanza del lughese  il ritrovamento del cadavere di una signora 81enne a Barbiano, nel ravennate, e si ipotizzava che potesse essere stato un furto finito male o un’aggressione legata comunque a motivazioni economiche. Ma per la vicenda, dopo le prime indagini, venne fermato Secondo Merendi, il figlio della vittima Pia Rossini. L’avvocato dell’uomo ha espresso la volontà di non procedere a riti alternativi  e il suo assistito sarà valutato in Assise. Merendi è accusato di aver ucciso la madre per questioni economiche e si ipotizza che abbia dilapidato nel gioco, in particolare al videopoker, tutte le risorse economiche della madre. L’uomo è in carcere dal 14 maggio scorso e si è sempre dichiarato innocente, anche se il suo legale non ha mai presentato ricorso al tribunale delle libertà per ottenere i domiciliari per il suo assistito. Pia Rossini venne trovata cadavere nella sua abitazione di Barbiano di Cotignola, nel ravennate,  il 14 aprile del 2015 ed era stata strangolata con la cintura di un accappatoio. La versione della rapina finita male non convinse da subito gli inquirenti e ad avvalorare l’ipotesi della Procura ci sarebbe le tracce del Dna di Merendi trovate grazie alle analisi della Scientifica sulla cintura utilizzata per strangolare la vittima.




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

BOLOGNA: Sorpreso a spacciare, pusher arrestato due volte in pochi mesi

Un pluripregiudicato pusher marocchino è stato arrestato dalla polizia di Stato di Bologna in Via Marco Polo. L’uomo, classe 1993, con numerosi precedenti e condanne per spaccio, rapina aggravata e reati contro il patrimonio, era già finito in manette a fine dicembre. A seguito di quell’arresto, nei suoi confronti veniva disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, mai ottemperato. Nella giornata di lunedì il pusher è stato sorpreso nuovamente a spacciare in Via della Beverara, per poi fare rientro al suo domicilio per “rifornirsi”. Gli Agenti in borghese, dopo aver visto l’uomo rientrare nella sua abitazione al termine di diverse cessioni di cocaina, si sono appostati fuori dalla porta d’ingresso, cogliendolo di sorpresa nel momento in cui lo stesso era intenzionato a uscire nuovamente per continuare la sua attività. Lo straniero ha cercato di richiudere la porta per lasciare fuori gli agenti, senza però riuscirci. All’interno dell’appartamento erano presenti altri due cittadini marocchini, di cui uno con numerosi precedenti per spaccio. Nell’abitazione sono state rinvenute ulteriori dosi di cocaina per un totale di 6 grammi.