7 DICEMBRE 2015

11:23

NOTIZIA DI CRONACA

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7 DICEMBRE 2015 - 11:23


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RAVENNA: Ha scaricato filmati di guerra, marocchino sospettato di terrorismo

Aveva scaricato da internet filmati realizzati in zone di guerra e si è ritrovato a casa i Carabinieri. Un operaio marocchino, che vive a Faenza, nel ravennate, con i figli e la compagna, è indagato per terrorismo e durante l'interrogatorio ha spiegato di avere scaricato le immagini per semplice curiosità negando di condividere ideologicamente terrorismo e fondamentalismo di matrice islamica. Gli inquirenti sembrano avere dato credito alla sua spiegazione ma proseguono gli accertamenti su di lui come su tutte le persone sospettate di avere legami con il terrorismo di matrice islamista in tutta la regione.  




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

CERVIA: Maltrattamenti in famiglia, chiesto il rinvio a giudizio per Missiroli

La Procura di Ravenna ha chiesto il rinvio a giudizio per Mattia Missiroli, 44 anni, ex sindaco di Cervia. L’udienza preliminare è fissata per metà dicembre e in quella sede la moglie, dalla quale è in corso una separazione, potrà eventualmente costituirsi parte civile. L’imputato – come riporta il Resto del Carlino - ha ribadito di essere estraneo alle accuse contestate. Secondo l’accusa, i presunti episodi di maltrattamento si sarebbero verificati fino al dicembre dello scorso anno. Le verifiche della polizia avevano portato anche a un accesso della donna in ospedale e all’apertura d’ufficio di un fascicolo per codice rosso. Le contestazioni sono aggravate dal fatto che alcuni episodi sarebbero avvenuti alla presenza di familiari minorenni. Non rientrano invece nell’accusa le lesioni con sette giorni di prognosi, per le quali non era stata presentata querela. La vicenda giudiziaria si era già sviluppata sul fronte cautelare, con il gip di Ravenna che aveva respinto la richiesta di custodia in carcere. Successivamente, il tribunale di Bologna aveva respinto l’appello della Procura ravennate. I giudici bolognesi avevano ritenuto sussistenti gravi indizi in relazione al reato di maltrattamenti. Una valutazione diversa da quella del gip ravennate, secondo cui i dissidi tra i coniugi non avrebbero raggiunto la soglia richiesta per configurare il reato. Il tribunale di Bologna ha comunque riconosciuto la sostanziale attendibilità delle dichiarazioni della donna, anche alla luce della documentazione medica. La valutazione definitiva degli elementi di prova spetterà ora al giudizio di merito.