6 DICEMBRE 2015

09:16

NOTIZIA DI CRONACA

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6 DICEMBRE 2015 - 09:16


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RAVENNA: Esce di strada a Faenza, forse per malore, e muore - VIDEO

Ennesima tragedia della strada in mattinata alla periferia di Faenza, nel territorio di Sant’Andrea. A poche centinaia di metri dall’incrocio che collega la periferia con la strada principale, la via Naviglio che da Faenza conduce a Bagnacavallo, un uomo di 80 anni nato a Forlì, Antonio Lombardi, è improvvisamente uscito di strada. La Mercedes, un vecchio modello che trasportava diverse assi di legno, è uscita su lato destro della strada ed ha attraversato il fossato per fermarsi nei campi arati a qualche centinaia di metri dalla strada. Probabilmente un malore all’origine della sbandata e nonostante il tempestivo intervento dell’ambulanza e dell’automedicalizzata col medico a bordo, dopo mezz’ora di tentativi di rianimazione il personale medico ha soltanto potuto constatare il decesso dell’automobilista. E’ intervenuta la polizia municipale di Faenza per compiere i rilievi dell’incidente e per regolare la viabilità ,anche se non essendo stati coinvolti altri mezzi ed essendo l’auto in mezzo ai campi, non si sono riscontrati problemi per la circolazione. Si ipotizza dunque che l’uomo possa essere stato colpito da un infarto o da un malore che gli ha fatto perdere il controllo dell’auto e sia dunque deceduto non a causa dell’impatto nei campi.




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

CERVIA: Maltrattamenti in famiglia, chiesto il rinvio a giudizio per Missiroli

La Procura di Ravenna ha chiesto il rinvio a giudizio per Mattia Missiroli, 44 anni, ex sindaco di Cervia. L’udienza preliminare è fissata per metà dicembre e in quella sede la moglie, dalla quale è in corso una separazione, potrà eventualmente costituirsi parte civile. L’imputato – come riporta il Resto del Carlino - ha ribadito di essere estraneo alle accuse contestate. Secondo l’accusa, i presunti episodi di maltrattamento si sarebbero verificati fino al dicembre dello scorso anno. Le verifiche della polizia avevano portato anche a un accesso della donna in ospedale e all’apertura d’ufficio di un fascicolo per codice rosso. Le contestazioni sono aggravate dal fatto che alcuni episodi sarebbero avvenuti alla presenza di familiari minorenni. Non rientrano invece nell’accusa le lesioni con sette giorni di prognosi, per le quali non era stata presentata querela. La vicenda giudiziaria si era già sviluppata sul fronte cautelare, con il gip di Ravenna che aveva respinto la richiesta di custodia in carcere. Successivamente, il tribunale di Bologna aveva respinto l’appello della Procura ravennate. I giudici bolognesi avevano ritenuto sussistenti gravi indizi in relazione al reato di maltrattamenti. Una valutazione diversa da quella del gip ravennate, secondo cui i dissidi tra i coniugi non avrebbero raggiunto la soglia richiesta per configurare il reato. Il tribunale di Bologna ha comunque riconosciuto la sostanziale attendibilità delle dichiarazioni della donna, anche alla luce della documentazione medica. La valutazione definitiva degli elementi di prova spetterà ora al giudizio di merito.