3 DICEMBRE 2015

16:50

NOTIZIA DI CRONACA

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3 DICEMBRE 2015 - 16:50


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RIMINI: Cna Servizi, stop attività dal 31/12. In 88 perderanno il lavoro

Dal 1° gennaio 2016 ottantotto dipendenti riminesi di Cna Servizi rimarranno senza lavoro. Il dramma sembra destinato a divenire realtà in seguito ad una situazione negativa a causa della quale milioni di euro di "rosso" sono stati accumulati nel corso degli anni. Dal 21 aprile scorso la società cooperativa era stata posta in liquidazione coatta amministrativa e il Ministero competente aveva autorizzato l'esercizio provvisorio delle attività relative ai servizi libri paga e fiscale fino al 31 dicembre prossimo. Lo scopo dell'esercizio provvisorio era quello di conservare i cespiti aziendali, compreso l'avviamento, al fine della migliore e più utile liquidazione degli stessi nell'interesse dei creditori. Finora nessuna proposta che consenta la collocazione totale o in parte dei cespiti aziendali è arrivata e quindi l'attività dovrà cessare definitivamente. Gli ottantotto che perderanno il lavoro non potranno neanche usufruire degli ammortizzatori sociali.




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

BOLOGNA: Processo Amato, psicologa, "lei non voleva più le tisane"

Dopo aver scoperto, grazie alle analisi del sangue, tracce di benzodiazepine superiori alle dosi della terapia che seguiva, Isabella Linsalata "non voleva più" le tisane che le preparava il marito Giampolo Amato, l'oculista accusato di aver ucciso la moglie dalla quale si stava separando e la suocera Giulia Tateo con un cocktail di farmaci. Lo ha detto in aula la sua psicoterapeuta, Patrizia Brunori, che ha testimoniato al processo a carico di Amato, imputato per l'omicidio delle due donne davanti al Tribunale di Bologna. La psicologa ha ripercorso tutti i passaggi della terapia di Isabella Linsalata, che si era rivolta a lei nel 2018 "per affrontare una crisi coniugale che stava iniziando e che la preoccupava molto", dovuta ad una relazione del marito. La terapia è proseguita "fino alla morte di Isabella Linsalata", che aveva una seduta fissata per il giorno successivo al suo decesso. "La signora disse che aveva il sospetto che il marito, che le preparava ogni tanto delle tisane, le somministrasse di nascosto delle benzodiazepine", ha spiegato la psicoterapeuta. Una volta che il sospetto, condiviso anche con le amiche e la sorella, era diventato più concreto, dopo una serie di accertamenti svolti nel febbraio 2019, "di quelle tisane non ne voleva più".