12 DICEMBRE 2015

17:26

NOTIZIA DI CRONACA

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12 DICEMBRE 2015 - 17:26


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FORLÌ: Morte 84enne, ecco come è stato chiuso il caso - VIDEO

"Abbiamo chiuso il caso con una indagine di tipo classico. Quella che si vede di tanti film: raccogliendo il maggior numero possibile di testimonianze per poi restringere sempre più il cerchio attorno ai possibili sospetti". Così il comandante provinciale dei carabinieri di Forlì-Cesena, colonnello Luca Politi, ha sintetizzato durante una conferenza stampa l'attività degl'investigatori dell'arma che ha portato all' arresto del tunisino Tarek Ben Ali, 32 anni, considerato l'autore dell'omicidio di Rino Benini l’anziano 84enne, ritrovato cadavere lo scorso 3 dicembre nella sua abitazione a Santa Maria Nuova. Il magrebino, già condannato per droga e la cui moglie di recente era morta per overdose, dovrà perciò rispondere delle ipotesi di reato di omicidio volontario e tentata distruzione di cadavere. Secondo quanto precisato dai militari le indagini si sono ben presto indirizzate verso il Ben Alì che sin dai primi momenti, quando lui stesso aveva dato l'allarme perché l'anziano non rispondeva alle insistenti scampanellate, aveva mostrato una preoccupazione palesemente "recitata". Sospetti notevolmente accresciuti quando l'autopsia ha verificato l'assenza di fumo nei polmoni della vittima, che dunque era già morto quando si era innescato l'incendio della coperta che ricopriva il corpo dell'84enne. Incendio perciò, grazie alle tracce di una sostanza a base di alcol, di origine dolosa e provocato per tentare di ostacolare le indagini. Chiarito anche il movente. Ben Ali, che da circa un mese era ospite del Benini, entrato in possesso del bancomat e del pin dell’anziano, ha effettuato un prelievo di 600 euro dallo sportello postamat di Pievesestina di Cesena. Ammanco scoperto dal Benini, e da qui sarebbe scaturita una lite terminata in omicidio.




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

CESENA: Botte e minacce alla moglie, braccialetto elettronico a 66enne tunisino

Nei giorni scorsi, i carabinieri di Cesena hanno dato esecuzione a un'ordinanza del Gip del Tribunale di Forlì nei confronti di un 66enne, tunisino, ritenuto presunto responsabile dei reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate. Per l'uomo è scattato l'allontanamento dalla casa familiare, il divieto di avvicinamento alla persona offesa, ai luoghi dalla stessa frequentati mantenendo una distanza minima di 1.000 metri, il divieto di comunicare con la donna con qualsiasi mezzo, nonché l'applicazione del "braccialetto elettronico", volto a monitorare costantemente il rispetto delle distanze imposte. Le indagini, partite dalla denuncia della donna, hanno permesso di accertare un grave quadro indiziario a carico dell'uomo, con reiterati episodi di maltrattamenti, violenze fisiche, vessazioni psicologiche, minacce e lesioni personali, avvenuti anche in presenza dei figli e protratti ripetutamente fino all'ultimo episodio avvenuto nello scorso agosto, con la donna costretta alle cure sanitarie con sette giorni di prognosi. La condotta dell'uomo ha generato nella vittima un profondo disagio, oltre a un perdurante stato di ansia e paura per la propria incolumità, riducendola in una condizione di costante timore e soggezione psicologica.