10 DICEMBRE 2015

10:03

NOTIZIA DI CRONACA

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10 DICEMBRE 2015 - 10:03


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RAVENNA: Truffa e assenteismo: arrestati due dipendenti pubblici

Un capoufficio e un impiegato amministrativo addetto alle relazioni esterne della direzione provinciale del lavoro di Ravenna sono stati arrestati in mattinata dai carabinieri per truffa aggravata ai danni dello Stato, assenteismo e rivelazione e utilizzo di segreto d’ufficio nell'ambito di una vicenda di presunto assenteismo sul lavoro. Sulla vicenda da qualche tempo sta indagando la Procura della città romagnola e sono tuttora in corso diverse perquisizioni dei militari, sia domiciliari che in ufficio. Maggiori notizie e immagini nelle prossime ore




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

CERVIA: Maltrattamenti in famiglia, chiesto il rinvio a giudizio per Missiroli

La Procura di Ravenna ha chiesto il rinvio a giudizio per Mattia Missiroli, 44 anni, ex sindaco di Cervia. L’udienza preliminare è fissata per metà dicembre e in quella sede la moglie, dalla quale è in corso una separazione, potrà eventualmente costituirsi parte civile. L’imputato – come riporta il Resto del Carlino - ha ribadito di essere estraneo alle accuse contestate. Secondo l’accusa, i presunti episodi di maltrattamento si sarebbero verificati fino al dicembre dello scorso anno. Le verifiche della polizia avevano portato anche a un accesso della donna in ospedale e all’apertura d’ufficio di un fascicolo per codice rosso. Le contestazioni sono aggravate dal fatto che alcuni episodi sarebbero avvenuti alla presenza di familiari minorenni. Non rientrano invece nell’accusa le lesioni con sette giorni di prognosi, per le quali non era stata presentata querela. La vicenda giudiziaria si era già sviluppata sul fronte cautelare, con il gip di Ravenna che aveva respinto la richiesta di custodia in carcere. Successivamente, il tribunale di Bologna aveva respinto l’appello della Procura ravennate. I giudici bolognesi avevano ritenuto sussistenti gravi indizi in relazione al reato di maltrattamenti. Una valutazione diversa da quella del gip ravennate, secondo cui i dissidi tra i coniugi non avrebbero raggiunto la soglia richiesta per configurare il reato. Il tribunale di Bologna ha comunque riconosciuto la sostanziale attendibilità delle dichiarazioni della donna, anche alla luce della documentazione medica. La valutazione definitiva degli elementi di prova spetterà ora al giudizio di merito.