30 NOVEMBRE 2015

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30 NOVEMBRE 2015 - 12:16


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CESENA: Colpivano nelle case, arrestati due giovani albanesi - FOTO

I Carabinieri della Stazione di Savignano sul Rubicone, nelle prime ore della nottata di oggi, al termine dei dovuti accertamenti hanno tratto in arresto due giovani, il primo, nato in Albania, classe 1985, domiciliato in Savignano Sul Rubicone, celibe, nullafacente, pregiudicato e privo di permesso di soggiorno, e il secondo, anche lui nato in Albania, classe 1992, domiciliato in Savignano Sul Rubicone, privo di permesso di soggiorno, celibe, pregiudicato, nullafacente, ritenuti responsabili dei reati di furto in abitazione in concorso, e denunciati anche per ricettazione e possesso ingiustificato di chiavi alterate e di grimaldelli. Gli stessi, fermati in tarda serata in Savignano sul Rubicone da personale in specifico servizio di prevenzione ai reati predatori, a bordo di una Peugeot 206, risultata immediatamente oggetto di furto perpetrato da ignoti durante la notte tra il 04 e 05.10.2015, in Borghi (FC), sono stati immediatamente sottoposti a perquisizione personale e veicolare. E’emerso, quindi, che verso le 17.30 avrebbero asportato dall’interno di un’abitazione della frazione Sala di Cesenatico, la somma in contante di euro 500, composta da banconote di vario e piccolo taglio, una borsa da donna di valore e numerosi monili in oro. Rintracciata la proprietaria, la suddetta merce è stata subito riconosciuta e restituita. Estesa la perquisizione al loro domicilio, sono stati trovati in possesso di monili in oro per un valore complessivo di Euro 10.000 circa, in parte di proprietà della persona residente a Borghi alla quale era stata rubata anche l’autovettura, ed altra sottoposta a sequestro. Si rinveniva e sequestrava inoltre: una mazza con manico in ferro lunga cm.122, un bastone in legno acuminato lungo cm.95; sei cacciaviti, uno scalpello da murature in ferro,una chiave inglese, tre mini torce, vari rotoli di nastro adesivo, varie paia di guanti da lavoro, 5 telefoni cellulari, 3 orologi da uomo e vari portafogli da uomo e da donna. Gli arrestati, così come da intese telefoniche con la Procura, nella persona della Dott.ssa Lucia SPIRITO, sono stati trattenuti nelle camere di sicurezza di Savignano, in attesa del rito per direttissima svoltosi nella mattinata odierna, all’esito del quale gli arresti sono stati convalidati e i due, che hanno chiesto i termini a difesa (processo rinviato al prossimo 4 dicembre), sono stati condotti in carcere a Forlì in custodia cautelare. Si invita a chi dovesse riconoscere qualche oggetto di sua proprietà, a recarsi presso la Stazione di Savignano e, previa presentazione della denuncia e riconoscimento, si potrà procedere alla restituzione. Ciò anche a dimostrazione dell’importanza di sporgere sempre ed in ogni caso la denuncia di un furto subito.




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CERVIA: Morte Musiani, esclusa caduta accidentale

Non una semplice caduta accidentale, ma una successione di traumi concentrati in pochi minuti. È il quadro che emerge dalla consulenza medico-legale sulla morte di Nicola Musiani, l’uomo di 53 anni, secondo quanto riportato negli atti, aggredito nella notte tra il 18 e il 19 luglio nel parcheggio di via Fienilone, a Pinarella di Cervia, e morto tre giorni dopo all’ospedale Bufalini di Cesena. Il medico legale Dario Raniero, incaricato dalla procura di eseguire l’autopsia, ha individuato una serie di lesioni gravi, concentrate soprattutto sul lato sinistro del corpo, in particolare alla testa e al torace. Secondo le conclusioni della relazione, i traumi sarebbero riconducibili a uno stesso ristretto intervallo temporale e non a una caduta fortuita. La morte è stata provocata da una gravissima lesione intracranica, con una diffusa emorragia, che ha determinato lo choc emorragico cerebrale. Non è stato però possibile stabilire con certezza quale oggetto o quale azione abbia causato il colpo mortale. Tra le ipotesi prese in considerazione ci sono un colpo inferto con una bottiglia, altri colpi diretti oppure l’impatto della testa contro il terreno durante l’aggressione. Il medico legale spiega infatti che l’esame delle lesioni non consente di distinguere con precisione quelle provocate direttamente dai colpi da quelle eventualmente conseguenti alla caduta al suolo. Il terreno stesso, dal punto di vista medico-legale, può agire come una superficie contundente. Un elemento, tuttavia, viene ritenuto particolarmente significativo: la distribuzione dei traumi. Oltre alla lesione cranica fatale, Musiani presentava un’importante infiltrazione emorragica nella parte posteriore del torace e fratture alle costole anteriori. Lesioni che interessavano soprattutto il lato sinistro del corpo e che, per caratteristiche e collocazione, sono state considerate compatibili con una dinamica violenta e complessa. Nella relazione si parla di una «reiterata successione di traumatismi contusivi, concentrati in un intervallo temporale ristretto». Una valutazione che porta il consulente a escludere ragionevolmente l’origine accidentale delle lesioni e a ipotizzare l’intervento di altre persone nell’ambito di una colluttazione. Sul corpo di Musiani non sono state riscontrate lesioni riconducibili a una difesa attiva o passiva. Un dato che, sottolinea il medico legale, non esclude affatto l’azione di terzi e non permette, da solo, di ricostruire con certezza le modalità dell’aggressione. Le conclusioni dell’autopsia si aggiungono agli altri elementi raccolti dagli investigatori, tra cui filmati, conversazioni e testimonianze. Secondo la ricostruzione investigativa, la vicenda sarebbe iniziata con un diverbio e sarebbe poi degenerata dopo una serata in discoteca, fino all’aggressione nel parcheggio. Durante il pestaggio sarebbero stati utilizzati anche oggetti presenti sul posto, tra cui sedie e biciclette. Per la morte dell’uomo sono indagati sei giovani, di età compresa tra i 17 e i 23 anni, accusati di omicidio volontario in concorso, aggravato dai futili motivi. La consulenza medico-legale contribuisce a delineare la natura e la successione dei traumi, ma non individua il responsabile del colpo mortale né consente di attribuire con certezza le singole lesioni a ciascuno degli indagati. Sarà ora la magistratura a valutare tutti gli elementi raccolti e a ricostruire le responsabilità individuali. Resta un punto fermo nelle conclusioni del medico legale, le ferite riportate da Nicola Musiani, per numero, distribuzione e caratteristiche, non sono ragionevolmente spiegabili con una semplice caduta accidentale.