26 NOVEMBRE 2015

16:40

NOTIZIA DI CRONACA

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26 NOVEMBRE 2015 - 16:40


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RIMINI: Crack Aeradria, per Gnassi e altri 18 chiesti rinvii a giudizio

La si aspettava da tempo e alla fine è arrivata la richiesta di rinvio a giudizio per i numerosi indagati del fallimento di Aeradria, l'ex società di gestione dell'aeroporto Federico Fellini di Rimini. A vario titolo, sono 19 le persone, fra le più in vista in città,  che dovranno rispondere di associazione per delinquere, bancarotta, truffa e abuso d’ufficio. Fra questi gli ex presidenti provinciali Nando Fabbri e Stefano Vitali, l'ex sindaco Alberto Ravaioli e l'attuale Andrea Gnassi,Manlio Maggioli, all'epoca presidente della Camera di commercio, Lorenzo Cagnoni, presidente di Rimini Fiera, Massimo Masini, presidente cda Aeradria, Massimo Vannucci, vice presidente, Alessandro Giorgetti, presidente di Air, società controllata da Aeradria, oltre a Mario Formica, vice presidente di Aeradria, e Massimo Pironi, ex sindaco di Riccione. Proprio su Gnassi si discute ora se davvero, come annunciato, si ricandiderà alla prossime elezioni amministrative.




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

CESENA: Botte e minacce alla moglie, braccialetto elettronico a 66enne tunisino

Nei giorni scorsi, i carabinieri di Cesena hanno dato esecuzione a un'ordinanza del Gip del Tribunale di Forlì nei confronti di un 66enne, tunisino, ritenuto presunto responsabile dei reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate. Per l'uomo è scattato l'allontanamento dalla casa familiare, il divieto di avvicinamento alla persona offesa, ai luoghi dalla stessa frequentati mantenendo una distanza minima di 1.000 metri, il divieto di comunicare con la donna con qualsiasi mezzo, nonché l'applicazione del "braccialetto elettronico", volto a monitorare costantemente il rispetto delle distanze imposte. Le indagini, partite dalla denuncia della donna, hanno permesso di accertare un grave quadro indiziario a carico dell'uomo, con reiterati episodi di maltrattamenti, violenze fisiche, vessazioni psicologiche, minacce e lesioni personali, avvenuti anche in presenza dei figli e protratti ripetutamente fino all'ultimo episodio avvenuto nello scorso agosto, con la donna costretta alle cure sanitarie con sette giorni di prognosi. La condotta dell'uomo ha generato nella vittima un profondo disagio, oltre a un perdurante stato di ansia e paura per la propria incolumità, riducendola in una condizione di costante timore e soggezione psicologica.