24 NOVEMBRE 2015

16:26

NOTIZIA DI CRONACA

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24 NOVEMBRE 2015 - 16:26


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RIMINI: Blitz all'alba, sgomberata Villa Ricci - VIDEO

È stata sgomberata questa mattina dalla polizia di Rimini 'Villa Ricci', la palazzina di proprietà del Comune occupata dal 23 maggio scorso dagli attivisti del centro sociale Paz. All'alba, attorno le 6.30 gli uomini della Digos della Questura hanno eseguito l'ordinanza del gip di sequestro e sgombero dello stabile su richiesta del sostituto procuratore Davide Ercolani. I vigili del fuoco hanno aperto lucchetti e portoni e una volta dentro i poliziotti hanno trovato 14 persone tra italiani e stranieri accampati in condizioni igienico sanitarie precarie. Gli stranieri sono stati condotti in mattinata in Questura per l'identificazione. L'occupazione di Villa Ricci era iniziata il 23 maggio dopo un corteo di protesta. Nelle intenzioni degli attivisti del Paz, di cui sei risultano indagati per invasione di proprietà altrui e sospetto furto di energia elettrica, c'era quella di dare una soluzione al problema abitativo e all'accoglienza di migranti. La palazzina Ricci è una struttura dell'inizio del '900 di proprietà del Comune, in parte inabitabile. Il 2 luglio scorso il gip del tribunale di Rimini Sonia Pasini aveva respinto una prima richiesta di sequestro e sgombero del Pm Ercolani adducendo una sorta di "trattativa informale" tra Comune e attivisti quindi un'assenza di volontà di questi ad occupare. Poi su nuova denuncia del Comune e successive nuove indagini della Digos, come richiesto dal sostituto Ercolani, il gip ha concesso lo sgombero eseguito questa mattina all'alba. Questa operazione arriva dopo che diverse settimane fa erano state liberate altre strutture, una privata ed una comunale, occupate indebitamente da diversi attivisti dei centri sociali e da alcuni senzatetto.




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Un furto di particolare audacia ha scosso la sede centrale della Banca di San Marino a Faetano, nel cuore della Repubblica di San Marino. Il colpo è stato messo a segno nella notte tra l’1 e il 2 febbraio, ma i dettagli dell’accaduto sono stati resi noti solo nella giornata di ieri. Secondo le prime ricostruzioni, i malviventi sarebbero riusciti a farsi chiudere all’interno dell’istituto di credito al termine dell’orario di lavoro, per poi agire indisturbati durante la notte. Una volta all’interno, i ladri si sono diretti verso il caveau che ospita circa 200 cassette di sicurezza: almeno quindici sarebbero state forzate e violate, con un’azione definita dagli inquirenti “mirata e chirurgica”. Al momento non ci sono informazioni ufficiali sull’ammontare o sul valore dei beni sottratti. Il caveau è protetto da due porte blindate: quella destinata alla custodia del contante non è stata violata, mentre l’azione si è concentrata esclusivamente sulle cassette di sicurezza private. Le indagini sono scattate immediatamente e proseguono con l’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza e la raccolta di ogni elemento utile a ricostruire l’esatta dinamica del colpo e individuare i responsabili.