21 NOVEMBRE 2015

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NOTIZIA DI CRONACA

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21 NOVEMBRE 2015 - 11:31


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RAVENNA: Assolti in prescrizione i quattro imputati per i fanghi - VIDEO

Reati prescritti da almeno 18 mesi e dunque gli imputati sono stati assolti. Questa la novità arrivata poche ore fa nella vicenda della dubbia scomparsa di oltre 52mila metri cubi di fanghi derivanti dai dragaggi per la realizzazione di Marinara, il porto turistico sulla costa di Marina di Ravenna.  L’indagine della Guardia di Finanza era nata dopo che un socio della società concessionaria del porto, la Seaser aveva lamentato un’eccessiva metratura di fanghi dragati a fronte di un’autorizzazione dell’ente portuale notevolmente inferiore. Da chiarire poi secondo le Fiamme Gialle perché fosse stata la Cmr e non la Seaser a vendere la sabbia scavata.  Le persone che erano coinvolte nella vicenda erano l’allora direttore  e il coordinatore tecnico della società che aveva realizzato la struttura turistica e che era poi fallita quattro anni fa, il legale rappresentante della società e il legale rappresentante della Ecocave, la proprietaria della cava di Lido Adriano dove i fanghi furono stoccati. L’ipotesi di accusa, va ricordato, era quella di appropriazione indebita di 25mila metri cubi di fanghi nel luglio 2007  e il furto di altri 26.700, nel triennio 2005-2008, che secondo l’accusa andava punito con tre anni di condanna.  L’aggravante che si trattasse di materiale esposto alla pubblica fede’, cioè di facile accesso, è stata rigettata dal giudice perché i fanghi in fondo al mare non sono beni di facile accessibilità.    




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

CERVIA: Maltrattamenti in famiglia, chiesto il rinvio a giudizio per Missiroli

La Procura di Ravenna ha chiesto il rinvio a giudizio per Mattia Missiroli, 44 anni, ex sindaco di Cervia. L’udienza preliminare è fissata per metà dicembre e in quella sede la moglie, dalla quale è in corso una separazione, potrà eventualmente costituirsi parte civile. L’imputato – come riporta il Resto del Carlino - ha ribadito di essere estraneo alle accuse contestate. Secondo l’accusa, i presunti episodi di maltrattamento si sarebbero verificati fino al dicembre dello scorso anno. Le verifiche della polizia avevano portato anche a un accesso della donna in ospedale e all’apertura d’ufficio di un fascicolo per codice rosso. Le contestazioni sono aggravate dal fatto che alcuni episodi sarebbero avvenuti alla presenza di familiari minorenni. Non rientrano invece nell’accusa le lesioni con sette giorni di prognosi, per le quali non era stata presentata querela. La vicenda giudiziaria si era già sviluppata sul fronte cautelare, con il gip di Ravenna che aveva respinto la richiesta di custodia in carcere. Successivamente, il tribunale di Bologna aveva respinto l’appello della Procura ravennate. I giudici bolognesi avevano ritenuto sussistenti gravi indizi in relazione al reato di maltrattamenti. Una valutazione diversa da quella del gip ravennate, secondo cui i dissidi tra i coniugi non avrebbero raggiunto la soglia richiesta per configurare il reato. Il tribunale di Bologna ha comunque riconosciuto la sostanziale attendibilità delle dichiarazioni della donna, anche alla luce della documentazione medica. La valutazione definitiva degli elementi di prova spetterà ora al giudizio di merito.