31 OTTOBRE 2015

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31 OTTOBRE 2015 - 13:10


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FORLI': Nottata di controlli per i Carabinieri, 113 verificati

Nella nottata tra il 30 e 31 ottobre u.s., la Compagnia Carabinieri di Forlì ha svolto un servizio di controllo straordinario del territorio, finalizzato al monitoraggio di persone sospette e dedite alla commissione di reati nonché della circolazione stradale per prevenire e contrastare violazioni al C.d.S. L’attività ha visto coinvolti complessivamente 24 Carabinieri delle varie Stazioni dipendenti dalla Compagnia, del Nucleo Radiomobile e dell’Aliquota Operativa che hanno passato al setaccio il centro storico e le aree decentrate, nel corso della quale hanno eseguito un arresto con un provvedimento di fermo di indiziato, denunciate a p.l. 5 persone, elevate complessivamente 10 contravvenzioni per infrazioni al C.d.S. tra cui una per stato di ebbrezza alcolica, ritirata una patente di guida e un mezzo sottoposto a sequestro. Il Controllo ha visto impiegati oltre al NORM, le Stazioni di Forlì, Ronco, San Martino in Strada, Villafranca, Castrocaro Terme, Rocca San Casciano, Portico di Romagna, Modigliana e Tredozio.

  • - Nel corso della nottata, sulla base delle ricerche inoltrate dal Comando Stazione CC di Imola,  veniva rintracciato il cittadino romeno di 26 anni che si era dato alla fuga nel corso della mattinata ad Imola, dopo aver picchiato e derubato la propria madre di un portafoglio e dell’autovettura Opel Astra. Il giovane operaio veniva sorpreso nei pressi della Stazione ferroviaria fermo sulla banchina che attendeva l’autobus di linea della società “ATLASSIB” con cui sarebbe espatriato per la Romania. Nella circostanza è stata rinvenuta e sottoposta a sequestro la somma contante di € 900,00,  un telefono cellullare ed una carta bancomat. Nel corso della notte veniva restituita l’autovettura alla vittima, giunta a Forlì, ove integrava con una ulteriore  denuncia i fatti patiti, raccontando di essere stata picchiata e minacciata  più volte anche in passato dal figlio e di aver riportato nell’ultimo episodio lesioni guaribili in gg.  04  per trauma facciale, con ferite al padiglione auricolare.
  • - Una donna 48enne residente a Forlì, pregiudicata è stata deferita a piede libero con l’accusa di furto con destrezza. La donna, all’interno di un Bar, approfittando di un momento di distrazione di una studentessa minore degli anni 18, le asportava il portafogli contenente denaro ed effetti personali, poi recuperati.
  • - Un uomo di 50 anni residente in provincia di Cosenza, pluripregiudicato, già colpito da provvedimento di rimpatrio con Foglio di Via Obbligatorio dal Comune di Forli’, emesso dalla locale Questura, veniva sorpreso in atteggiamento sospetto in compagnia di altro pregiudicato e denunciato per inosservanza al provvedimento stesso.
  • - Un marocchino di 20 anni deferito perchè sprovvisto di documenti di identificazione validi ed una 25 romena per rifiuto di fornire le proprie generalità agli operanti;
  • - Un 48enne romeno denunciato per ubriachezza molesta e manifesta, oltraggio e minacce a p.u. Quest’ultimo controllato in Piazza Carmine, in evidente alterazione psicofisica dovuta all’abuso di alcoolici, ha minacciato ed insultato i militari mentre procedevano al suo controllo;
  • - Un 19enne studente residente a Venezia è stato sorpreso condurre la propria autovettura in stato di alterazione per abuso di alcool.
  • - Nel corso dell’attività sono state complessivamente controllate 113 persone, 82 veicoli, 2 esercizi pubblici.




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BOLOGNA: Processo Amato, psicologa, "lei non voleva più le tisane"

Dopo aver scoperto, grazie alle analisi del sangue, tracce di benzodiazepine superiori alle dosi della terapia che seguiva, Isabella Linsalata "non voleva più" le tisane che le preparava il marito Giampolo Amato, l'oculista accusato di aver ucciso la moglie dalla quale si stava separando e la suocera Giulia Tateo con un cocktail di farmaci. Lo ha detto in aula la sua psicoterapeuta, Patrizia Brunori, che ha testimoniato al processo a carico di Amato, imputato per l'omicidio delle due donne davanti al Tribunale di Bologna. La psicologa ha ripercorso tutti i passaggi della terapia di Isabella Linsalata, che si era rivolta a lei nel 2018 "per affrontare una crisi coniugale che stava iniziando e che la preoccupava molto", dovuta ad una relazione del marito. La terapia è proseguita "fino alla morte di Isabella Linsalata", che aveva una seduta fissata per il giorno successivo al suo decesso. "La signora disse che aveva il sospetto che il marito, che le preparava ogni tanto delle tisane, le somministrasse di nascosto delle benzodiazepine", ha spiegato la psicoterapeuta. Una volta che il sospetto, condiviso anche con le amiche e la sorella, era diventato più concreto, dopo una serie di accertamenti svolti nel febbraio 2019, "di quelle tisane non ne voleva più".