29 OTTOBRE 2015

17:25

NOTIZIA DI CRONACA

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29 OTTOBRE 2015 - 17:25


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CESENA: Omicidio Salami, il corpo in Marocco, i figli in Italia

Il corpo di Nadia Salami, la donna 35enne uccisa coltellate a cesena dall'ex marito, verrà riportato nel paese natale, il Marocco, dove verrà seppellito. I suoi tre figli resteranno in Italia. Si sta infatti lavorando negli uffici sociali dell'amministrazione comunale. Già, deciso, in attesa che si arrivi ad una soluzione per il loro affido, di mantenere in un ambiente protetto i tre bambini di Nadia Salami, rispettivamente di 2, 3 e 4 anni. Due dei bambini frequentano la scuola materna a Cesena e si cerca quindi di conservare almeno il calore di quest'ambiente. L'autopsia ha nel frattempo chiarito la dinamica del brutale omicidio. Sette, e non quattro, come appariva ad una prima ricognizione, le coltellate subite dalla donna. Uno dei fendenti ha colpito la mano, una classifica ferita di chi tende un braccio per difendersi dalla lama. E poi un altra coltellata al viso, oltre a quelle già riconosciute su petto, spalle e schiena.




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

MILANO: Uno Bianca, il procuratore di Bologna interroga i fratelli Savi

Il procuratore di Bologna Paolo Guido e la procuratrice aggiunta Lucia Russo sono arrivati nel carcere di Bollate, nel Milanese, per interrogare Roberto e Fabio Savi nell'ambito della nuova inchiesta sulla banda della Uno Bianca. Il fascicolo, aperto dopo l'esposto presentato dai familiari delle vittime, punta a verificare l'eventuale esistenza di complici o mandanti delle stragi per le quali i sei componenti della banda sono già stati condannati in via definitiva e che causarono, tra il 1987 e il 1994, 23 morti e oltre cento feriti. L'interrogatorio di Roberto Savi, ex poliziotto ed ex leader del gruppo criminale, è stato disposto dopo alcune dichiarazioni rese lo scorso maggio durante la trasmissione televisiva 'Belve Crime'. In quell'occasione l'ergastolano ha sostenuto che, almeno in alcuni episodi, sarebbero stati i Servizi segreti a spingere la banda a uccidere. Tra gli episodi al centro degli accertamenti figurano l'omicidio dei carabinieri Umberto Erriu e Cataldo Stasi, uccisi a Castel Maggiore il 20 aprile 1988, e il duplice omicidio di Licia Ansaloni e Pietro Capolungo nell'armeria di via Volturno, a Bologna, il 2 maggio 1991. Si è concluso dopo circa due ore nel carcere di Bollate l'interrogatorio. Il procuratore capo Paolo Guido e la procuratrice aggiunta Lucia Russo hanno lasciato il penitenziario poco dopo le 13 senza rilasciare dichiarazioni.