28 OTTOBRE 2015

13:00

NOTIZIA DI CRONACA

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28 OTTOBRE 2015 - 13:00


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RIMINI: Tenta il suicidio durante l'esercitazione, 63enne salvato dai VVFF

Quando la finzione diventa realtà. Nel primo pomeriggio di oggi, attorno alle 14, i vigili del fuoco di Rimini erano impegnati in una esercitazione nella parte interna del porto che simulava un salvataggio in mare con l'utilizzo delle moto d'acqua, quando alcuni passanti hanno dato l'allarme dopo aver notato un uomo, risultato poi un riminese di 63 anni, in mare in evidente difficoltà. E così l'esercitazione si è immediatamente trasformata in un intervento vero. I sommozzatori dei Vigili del Fuoco hanno recuperato l'uomo, portandolo alla darsena del Club Nautico di Rimini, dove è stato rianimato dai sanitari del 118. Stabilizzati i parametri vitali, è stato trasportato col codice di massima gravità all'ospedale Infermi di Rimini dove non sarebbe in pericolo di vita. Da chiarire come l'uomo sia finito in mare. Al momento l'ipotesi più probabile è quella di un tentativo di suicidio.




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

CESENA: Botte e minacce alla moglie, braccialetto elettronico a 66enne tunisino

Nei giorni scorsi, i carabinieri di Cesena hanno dato esecuzione a un'ordinanza del Gip del Tribunale di Forlì nei confronti di un 66enne, tunisino, ritenuto presunto responsabile dei reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate. Per l'uomo è scattato l'allontanamento dalla casa familiare, il divieto di avvicinamento alla persona offesa, ai luoghi dalla stessa frequentati mantenendo una distanza minima di 1.000 metri, il divieto di comunicare con la donna con qualsiasi mezzo, nonché l'applicazione del "braccialetto elettronico", volto a monitorare costantemente il rispetto delle distanze imposte. Le indagini, partite dalla denuncia della donna, hanno permesso di accertare un grave quadro indiziario a carico dell'uomo, con reiterati episodi di maltrattamenti, violenze fisiche, vessazioni psicologiche, minacce e lesioni personali, avvenuti anche in presenza dei figli e protratti ripetutamente fino all'ultimo episodio avvenuto nello scorso agosto, con la donna costretta alle cure sanitarie con sette giorni di prognosi. La condotta dell'uomo ha generato nella vittima un profondo disagio, oltre a un perdurante stato di ansia e paura per la propria incolumità, riducendola in una condizione di costante timore e soggezione psicologica.