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EMILIA-ROMAGNA: Turismo, dalla Regione 27 milioni per riqualificare gli alberghi

Sale da 20 a 27 milioni di euro la dotazione del prossimo bando della Regione Emilia-Romagna per la riqualificazione delle strutture ricettive. L'incremento di sette milioni, annunciato oggi a Bologna dal presidente Michele de Pascale e dall'assessora al Turismo Roberta Frisoni, si inserisce in un piano d'azione che prevede anche la revisione delle norme urbanistiche e della classificazione alberghiera, con l'obiettivo di favorire gli investimenti e contrastare il progressivo abbandono degli immobili turistici.     Secondo il presidente Michele de Pascale, i volumi degli alberghi dismessi sulla costa sono probabilmente paragonabili a quelli delle ex colonie, con il rischio che il fenomeno si allarghi nei prossimi anni. Anche per questo la Regione intende intervenire sulle regole che limitano il cambio di destinazione d'uso degli alberghi. "In Emilia-Romagna gli alberghi non si trasformano in condomini", ha garantito de Pascale, ribadendo la contrarietà a una conversione generalizzata in seconde case. L'obiettivo è invece consentire progetti di rigenerazione che prevedano anche nuove funzioni, senza compromettere la vocazione turistica dei territori. "Non siamo compatibili con flussi turistici che crescono solo in quantità", ha aggiunto il presidente, sottolineando la necessità di puntare su qualità dei servizi, internazionalizzazione e retribuzioni adeguate per i lavoratori del settore.     Il nuovo bando, che sarà definito nelle prossime settimane, prevederà contributi a fondo perduto per le imprese ricettive. "Le risorse da sole non bastano, dobbiamo creare le condizioni per stimolare gli investimenti", ha spiegato Frisoni, annunciando un percorso di aggiornamento delle norme in collaborazione con Comuni e operatori. Il piano si affianca agli altri investimenti regionali: 10 milioni per i waterfront dei comuni costieri, 21 milioni per gli hub urbani e di prossimità e 10 milioni per le imprese del commercio e i pubblici esercizi.

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CESENA: Emergenza casa, Lattuca, “Super Imu contro la speculazione” | VIDEO

Continua il dibattito a Cesena sulla proposta del sindaco di una super tassa per i proprietari di case sfitte per risolvere l’emergenza abitativa. Siamo stati con il primo cittadino a vedere un esempio chiaro di quanto avviene in città. Un palazzo di quattro piani, con decine di appartamenti in pieno centro a Cesena, vuoto da anni e in stato di abbandono. È uno degli esempi citati dal sindaco Enzo Lattuca a sostegno della proposta di aumentare la tassa sugli immobili lasciati sfitti. Secondo il Comune, sarebbero migliaia gli immobili che potrebbero essere messi a disposizione di chi cerca una casa in affitto. «Stiamo facendo investimenti e abbiamo offerto maggiori garanzie ai proprietari che decidono di affittare – spiega Lattuca –. Però, per convincere a mettere sul mercato patrimoni immobiliari di questo tipo, credo che dobbiamo fare qualcosa in più». Per introdurre una super Imu servirebbe però il via libera del governo. La proposta ha incontrato le dure critiche dell’opposizione cittadina. «È una proposta ideologica, dettata anche dall’impossibilità di intervenire diversamente – sostiene il consigliere di Forza Italia Marco Casali –. L’aliquota sulla seconda casa è già al massimo consentito, al 10,6 per mille. Servirebbero quindi provvedimenti governativi. Forse Lattuca lo dice nella speranza di far parte del prossimo governo». Per l’opposizione, la strada da seguire è quella degli incentivi, dei fondi di garanzia e delle assicurazioni contro i mancati pagamenti, insieme a un rilancio dell’edilizia sociale. «Le condizioni del Novello le vediamo tutti – prosegue Casali –. Il Comune ha investito 10 milioni di euro e il sindaco ci ha assicurato che i cantieri dovrebbero ripartire a breve. Ma, a leggere i giornali, sembra siano ripartite anche le cause». «Comprendiamo le posizioni dei proprietari – conclude Lattuca –. Vogliamo offrire garanzie anche rispetto alla morosità, attraverso un fondo affitti più consistente di quello attuale, che aiuti gli inquilini a pagare e impedisca loro di diventare morosi nei confronti dei proprietari. Ma serve anche una spinta nella direzione opposta». Secondo i dati di Confcommercio citati dal sindaco, nell’ultimo anno i prezzi delle case a Cesena sono aumentati del 5 per cento. «Significa che la casa è un bene raro, soggetto a speculazione. Una speculazione che non vogliamo accettare».


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