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METEO: Piogge sparse e temperature miti in Emilia-Romagna

**Previsioni meteo per le città dell'Emilia-Romagna il 14 febbraio 2026** Le condizioni meteorologiche in Emilia-Romagna presentano una giornata caratterizzata da piogge sparse di varia intensità in diverse località. A Bologna, ci si aspetta una leggera pioggia accompagnata da una brezza piacevole. La temperatura media si attesta intorno ai 9 gradi, creando un'atmosfera fresca ma non eccessivamente fredda. Cesena sperimenta condizioni simili con una leggera pioggia e una temperatura media leggermente più alta, intorno ai 10 gradi, ideale per chi ama temperature miti. Ferrara, invece, è interessata da una pioggia di moderata intensità. Il vento qui si farà sentire più forte, mentre la colonnina del mercurio segna in media 8 gradi, rendendo l'utilizzo di abbigliamento impermeabile e caldo consigliato. Forlì e Modena condividono condizioni meteorologiche simili, con piogge moderate e una brezza leggera. Le temperature medie sono rispettivamente 9 e 8 gradi. Parma registra una leggera pioggia, accompagnata da una brezza leggera. Con temperature medie di 8 gradi, la giornata si prospetta fresca. Piacenza vive leggere piogge a intermittenza, con temperature intorno ai 6 gradi, la più bassa della regione, richiedendo un abbigliamento più caldo. A Ravenna, la pioggia moderata costringe a considerare l'uso di ombrelli. La temperatura media di 9 gradi, insieme alla brezza, offre un clima bilanciato. Reggio Emilia osserva piogge di media intensità e una temperatura di 7 gradi, mantenendo una leggera brezza. Infine, Rimini sperimenta rovesci leggeri con temperature miti intorno ai 10 gradi, accompagnati da una brezza. Il meteo invita all'uso di abbigliamento impermeabile e a programmare attività al chiuso per evitare il disagio delle piogge.

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EMILIA-ROMAGNA: Migranti, de Pascale, "no scontri, lavoriamo a soluzioni"

“Fra ieri sera e questa mattina ho sentito telefonicamente sia il sindaco di Bologna Lepore che il ministro Piantedosi. Due colloqui che hanno chiarito le reciproche posizioni e che spero aiutino a far ripartire il dialogo”. Così il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, intervenendo dopo aver ricevuto nel tardo pomeriggio di ieri la risposta del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, alla sua lettera, inviata anche alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e agli altri presidenti di regione, per chiedere all’esecutivo l’avvio di un confronto sui temi della sicurezza e soluzioni concrete ed efficaci frutto di un patto istituzionale con il Governo, i comuni e le amministrazioni territoriali. “Un sindaco- afferma de Pascale- non può apprendere dalla stampa cosa succederà nella sua città, un ministro ha il dovere di costruire una strategia nazionale e il diritto di trovare leale collaborazione dagli enti territoriali. Ho detto ad entrambi - sottolinea . che penso sia un errore far iniziare questo dialogo da un singolo strumento, il CPR, e circoscriverlo a una singola città, Bologna, peraltro, come tutti i capoluoghi di Regione, già gravata da tensioni e difficoltà maggiori rispetto al resto del territorio”.  In questo senso, prosegue, “avevo scritto al ministro qualche settimana fa affrontando molti temi legati alla sicurezza: dalle stazioni alla riforma della polizia locale, fino al tema, che ci preoccupa tutti, a maggior ragione dopo alcuni drammatici episodi di cronaca, della certezza della pena o dell’espulsione per soggetti socialmente pericolosi. Su questo ultimo punto, il Governo ritiene imprescindibile il potenziamento della rete dei CPR, mentre alle cittadine e ai cittadini da più parti arrivano dati e statistiche, quantomeno altrettanto autorevoli, che ne dimostrerebbero la sostanziale inefficacia e disumanità, oltre che la genericità dello strumento che si rivolgerebbe sia a soggetti pericolosi che a soggetti che non hanno mai commesso reati”. Peraltro, “le responsabilità di questi problemi in nessun modo possono essere attribuite in via esclusiva a questo Governo, ma sarebbero le stesse sin dalla loro istituzione nel 1998, dovute alla legge Turco-Napolitano, e meriterebbero un’analisi puntuale e seria, prima di qualsiasi decisione in tal senso”.  “Il punto per me- chiude quindi de Pascale-, rispetto a temi delicati ma purtroppo difficilmente eludibili, come espulsioni coattive e correlata detenzione amministrativa, non deve essere ‘CPR sì’ o ‘CPR mai in Emilia-Romagna’, ma confrontarsi per costruire una strategia condivisa, senza veti o forzature, anche partendo legittimamente da posizioni diverse”.


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