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EMILIA ROMAGNA: Enti locali e cybersicurezza, firmato un protocollo da Polizia e Anci

CRONACA - Firmato a Bologna un protocollo fra Anci Emilia-Romagna e Polizia di Stato per la prevenzione e il contrasto dei crimini informatici a danno degli enti locali Siglato in questura a Bologna un importante protocollo di collaborazione che lega il Centro Operativo per la sicurezza cibernetica della Polizia postale dell'Emilia-Romagna e l'Anci regionale, con l'obiettivo di fare rete e prevenire e contrastare i crimini informatici a danno degli enti locali. “Più che di obiettivi specifici parlerei di vulnerabilità -spiega la dirigente del Cosc, Cristina Fagone-: tutte le aziende e tutti gli enti pubblici sono potenzialmente vulnerabili se non investono in sicurezza”. L'iniziativa, che si inserisce in una più ampia progettualità che a luglio 2023 ha portato alla firma di un accordo nazionale con Anci per cybersicurezza dei comuni italiani, si basa sullo scambio continuo di informazioni e pratiche, oltre che sulla formazione per il contrasto di attacchi o danneggiamenti alle infrastrutture informatiche degli enti locali, in modo da adottare procedure di intervento più efficaci, innalzando gli standard di sicurezza e prevenendo un'attività illecita talvolta molto difficile da ricondurre a dei responsabili e che nella maggior parte dei casi vede protagonisti gruppi criminali stranieri e vere e proprie estorsioni in moneta virtuale. “La platea è importante, l'Emilia-Romagna è grande, con le sue Province e i suoi 330 Comuni: non è uno scherzo insomma, ma sono sicuro che la nostra professionalità sarà all'altezza del compito” commenta il questore di Bologna, Antonio Sbordone. Filippo Giorgetti, vicepresidente regionale dell'Anci, conclude: “Siamo contenti di questo protocollo perchè da un lato rappresentiamo la capacità di fare relazione dal governo centrale fino all'ente più periferica, ma soprattutto riguarda i cittadini. Pensate a quanti servizi con la digitalizzazione passano attraverso la rete e gli attacchi, piccoli o grandi che siano, mettono in difficoltà le persone nella loro quotidianità”.

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BOLOGNA: Processo Amato, l'oculista, “A Isabella forse sfuggita mano con farmaci” | VIDEO

Sicuro di sé, prolisso, con divagazioni lunghissime e interruzioni continue alla pm e anche al presidente della Corte d'Assise. Il medico oculista Giampaolo Amato, accusato di aver ucciso con un mix di farmaci, nell'ottobre del 2021, prima la suocera Giulia Tateo, poi la moglie Isabella Linsalata, si è difeso con determinazione durante il suo esame come teste. Vediamo E' durata oltre 10 ore l'udienza del processo a Bologna, in Corte d'Assise, che vede sul bando degli imputati il medico oculista Giampaolo Amato, con l'accusa di aver ucciso con un mix di farmaci, nell'ottobre del 2021, prima la suocera Giulia Tateo, poi la moglie Isabella Linsalata. “Io non so perché sono stati trovati questi farmaci nei corpi di mia moglie e mia suocera – si è difeso Amato – ma so che io non ho mai somministrato loro nulla”. “Non penso che Isabella, in modo razionale, aumentasse i dosaggi dei farmaci che prendeva ma magari, in modo inconsapevole, le è scappata la mano”. Secondo la Procura, però, a uccidere le due donne non sono stati l'antidepressivo e l'ansiolitico che prendeva la moglie ma un cocktail di due farmaci, il Midazolan e il Sevoflurane, che vengono utilizzati in sala operatoria. Amato che dapprima aveva sostenuto di non conoscere questi due medicinali ha ammesso incalzato dalle domande della pm, Morena Plazzi, di sapere in quali casi venivano usati e che, durante il Covid, lui e gli altri medici coinvolti nell'emergenza dovevano trascriverli nella cartella clinica dei pazienti quando ormai non c'era più niente da fare. Sapevo che si utilizzavano – ha riconosciuto – per accompagnare a una morte senza sofferenza ma non li ho mai utilizzati, né so come si fa”. Importante è stata anche la testimonianza della psicologa da cui si recava la moglie di Isabella Linsalata che ha riportato i sospetti della donna sullo strano sapore delle tisane che le preparava il marito. Amato, rispondendo ai giudici, ha continuato a negare anche l'omicidio della suocera e di essere salito nel suo appartamento ma la app del suo orologio da polso ha registrato, per quella notte, un movimento in ascesa.

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BOLOGNA: Ritrovata la 15enne scomparsa

È stata ritrovata dai carabinieri Evelina Neamtu, la 15enne bolognese della quale non si avevano notizie da venerdì scorso. Ne hanno dato notizia, sui social, i genitori e l'avvocata Barbara Iannuccelli, dell'associazione Penelope. Gli stessi genitori, che avevano lanciato appelli per raccogliere segnalazioni, avevano detto di avere sospetti nei confronti di un giovane con il quale pensavano si fosse allontanata Evelina. Sulla scomparsa della ragazzina è in corso una indagine per sottrazione di minore.


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