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EMILIA-ROMAGNA: Caso Aiello, la solidarietà di Arcigay Rimini

ATTUALITÀ - Arcigay Rimini "Alan Turing" esprime solidarietà a Daniele Aiello, responsabile nazionale Organizzazione di Forza Italia Giovani, dopo la denuncia di un presunto episodio di outing avvenuto all'interno delle chat del partito. L'associazione riminese interviene pubblicamente sulla vicenda, definendo inaccettabile qualsiasi utilizzo della sfera privata come strumento di pressione o ritorsione politica. Nel mirino di Arcigay finisce in particolare Morris Battistini, presidente dei Gay Conservatori Liberali, associazione legata a Francesca Pascale. Secondo l'associazione, l'episodio dovrebbe aprire una riflessione politica più ampia sul ruolo e sulla credibilità delle organizzazioni che si propongono di rappresentare le persone LGBTQIA+ nell'area del centrodestra. "Questa vicenda dimostra come certe sigle, nate all'ombra dei partiti di destra, abbiano ben poco a che fare con la difesa delle libertà e dei diritti", sostiene Arcigay Rimini, che accusa i Gay Conservatori di essersi storicamente schierati contro molte delle rivendicazioni portate avanti dalla comunità LGBTQIA+. Nel comunicato, l'associazione sottolinea come il rispetto della privacy e dell'autodeterminazione rappresentino principi fondamentali che dovrebbero essere condivisi da chiunque si richiami ai valori liberali. Per questo motivo, secondo Arcigay, il presunto outing denunciato da Aiello risulterebbe particolarmente grave. L'associazione critica inoltre quella che definisce una contraddizione tra la difesa pubblica dei diritti civili e i comportamenti emersi nella vicenda, sostenendo che la tutela delle libertà individuali non possa essere sacrificata per logiche di potere o per conflitti interni al mondo politico. Arcigay Rimini giudica infine legittima la richiesta avanzata da Aiello affinché vengano assunte conseguenze politiche in relazione all'accaduto. "Chi tradisce i principi fondamentali del rispetto e della riservatezza per logiche di poltrona farebbe bene a fare un passo indietro", conclude l'associazione.

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CALCIO: Bologna, ecco Tedesco, “Identità di squadra e gioco offensivo e fluido” | VIDEO

Presentato il nuovo allenatore del Bologna Domenico Tedesco.

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MILANO: Uno Bianca, il procuratore di Bologna interroga i fratelli Savi

Il procuratore di Bologna Paolo Guido e la procuratrice aggiunta Lucia Russo sono arrivati nel carcere di Bollate, nel Milanese, per interrogare Roberto e Fabio Savi nell'ambito della nuova inchiesta sulla banda della Uno Bianca. Il fascicolo, aperto dopo l'esposto presentato dai familiari delle vittime, punta a verificare l'eventuale esistenza di complici o mandanti delle stragi per le quali i sei componenti della banda sono già stati condannati in via definitiva e che causarono, tra il 1987 e il 1994, 23 morti e oltre cento feriti. L'interrogatorio di Roberto Savi, ex poliziotto ed ex leader del gruppo criminale, è stato disposto dopo alcune dichiarazioni rese lo scorso maggio durante la trasmissione televisiva 'Belve Crime'. In quell'occasione l'ergastolano ha sostenuto che, almeno in alcuni episodi, sarebbero stati i Servizi segreti a spingere la banda a uccidere. Tra gli episodi al centro degli accertamenti figurano l'omicidio dei carabinieri Umberto Erriu e Cataldo Stasi, uccisi a Castel Maggiore il 20 aprile 1988, e il duplice omicidio di Licia Ansaloni e Pietro Capolungo nell'armeria di via Volturno, a Bologna, il 2 maggio 1991. Si è concluso dopo circa due ore nel carcere di Bollate l'interrogatorio. Il procuratore capo Paolo Guido e la procuratrice aggiunta Lucia Russo hanno lasciato il penitenziario poco dopo le 13 senza rilasciare dichiarazioni.


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