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ITALIA: Legge di Bilancio, taglio alle TV e radio locali, a rischio pluralismo e occupazione

ATTUALITÀ - Le Associazioni Confindustria Radio Televisioni – TV Locali, AERANTI-CORALLO e ALPI esprimono fortissima  preoccupazione e netta contrarietà per l’emendamento governativo alla Legge di Bilancio depositato nella  notte, che taglia di 20 milioni di euro all’anno per il triennio 2026-2028 le risorse destinate all’emittenza  radiofonica e televisiva locale. La relazione tecnica chiarisce che l’incremento complessivo del Fondo per il pluralismo è ottenuto a vantaggio  esclusivo del comparto della carta stampata, mentre le emittenti locali subiscono un taglio strutturale, in un  momento già segnato da forti difficoltà economiche e da una concorrenza impari con grandi operatori nazionali  e piattaforme globali. Ancora più grave è la previsione che consente al Presidente del Consiglio dei ministri di rimodulare il riparto del  Fondo con decreto, escludendo il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, titolare delle competenze sul settore radiotelevisivo locale. Una scelta che introduce instabilità, incertezza e marginalizzazione istituzionale del comparto. “In qualità di membro del consiglio nazionale di Aeranti e di direttore della emittente, devo lanciare un grido di allarme perché  siamo di fronte a una decisione che mette seriamente a rischio la sopravvivenza di centinaia di imprese, migliaia di posti di lavoro e il pluralismo dell’informazione nei territori. È un atto in totale contraddizione con quanto affermato dal Ministro Adolfo Urso il 29 luglio 2025, quando aveva garantito la continuità delle risorse per le emittenti locali anche nella prossima Legge di Bilancio”, dichiara il direttore di Teleromagna, Gianluca Padovani Le Associazioni chiedono l’immediata modifica dell’emendamento, il ripristino delle risorse tagliate e il rispetto  del ruolo del MIMIT, evidenziando che, in assenza di correttivi urgenti entro la scadenza fissata per oggi alle ore  18, le conseguenze per il sistema dell’informazione locale saranno irreversibili

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BOLOGNA: Virtus-Hapoel, un centinaio di manifestanti in presidio

Sono un centinaio i manifestanti Pro Pal che si sono radunati al Giardino Parker Lennon di Bologna, per contestare lo svolgimento della partita di Eurolega basket tra Virtus e Hapoel Tel Aviv, che si terrà a partire dalle 20.30 in Fiera, alla 'Virtus Arena'. L'obiettivo è "boicottare Israele", dicendo no "all'ennesima partita del genocidio". Tante le bandiere e i vessilli della Palestina. La città teme di vivere nuovamente i momenti di tensione che sono andati in scena il 21 novembre, in occasione del match tra Virtus e Maccabi al Paladozza, che venne preceduto da una dura polemica tra il sindaco Lepore, che ne chiedeva lo spostamento per questioni di ordine pubblico e il ministro dell'Interno Piantedosi, deciso a far svolgere l'incontro. Al momento la situazione è tranquilla, i manifestanti sono in presidio. "Siamo in piazza perché esattamente come il 21 di novembre o come è accaduto anche ad Udine si gioca l'ennesima partita del genocidio. Riteniamo questo inaccettabile che le istituzioni nazionali e locali continuino a far fare dello sport washing al governo israeliano e indifferenti a più di tre anni di genocidio e a 77 anni di colonialismo e pulizia etnica del popolo palestinese", spiega un attivista dei Giovani Palestinesi. "E riteniamo che questo sia ancora più inaccettabile a Bologna all'ente fiera dove si giocherà la partita quest'oggi perché nel mese di maggio sia il Comune di Bologna, sia la Regione Emilia-Romagna che sono tra gli enti che controllano la fiera di Bologna hanno dichiarato di voler interrompere le relazioni con il governo israeliano".

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BOLOGNA: Al Tecnopolo nasce l’istituto ONU per l’Intelligenza Artificiale

Al Tecnopolo prende forma il primo Istituto per l’Intelligenza Artificiale dell’Università delle Nazioni Unite (UNU-AI), il primo in Italia. L’atto costitutivo è stato firmato dalla ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, dal rettore dell’ONU Tshilidzi Marwala e dal presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale. Il nuovo istituto opererà nel cuore della Data Valley bolognese, accanto al supercomputer Leonardo e al Centro meteo europeo, utilizzando intelligenza artificiale e Big Data per analizzare gli effetti del cambiamento climatico e delle grandi trasformazioni globali su comunità, equilibri sociali ed economici. Il progetto è frutto della collaborazione tra il Ministero dell’Università e della Ricerca e il Ministero degli Affari Esteri e rafforza il ruolo di Bologna come polo strategico della ricerca internazionale


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