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BELLARIA-IGEA MARINA: Giunta regionale visita immobile confiscato alla criminalità organizzata

ATTUALITÀ - "Chi sceglie di investire nel riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata deve poter contare sulla certezza del diritto e sul sostegno dello Stato. Non possiamo chiedere ai Comuni di recuperare immobili degradati, investire risorse pubbliche e costruire progetti sociali per poi lasciarli soli quando intervengono successive decisioni giudiziarie che modificano il destino di quei beni". Così il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l'assessora regionale alla Legalità, Elena Mazzoni, quest’ultima in visita al Gruppo appartamento Reabita di Bellaria Igea Marina, immobile confiscato alla criminalità organizzata, assegnato per finalità sociali e completamente recuperato grazie all'impegno delle istituzioni e a importanti investimenti pubblici. La visita nell’ambito dell’iniziativa della Giunta regionale “Incontro ai territori” che è partita ieri da Rimini e che toccherà tutte le province dell’Emilia-Romagna. Il bene era stato confiscato nell'ambito delle operazioni antimafia "Coffee Break/Cartesio", per poi essere assegnato al Comune di Bellaria Igea Marina a fini sociali con decreto del 7 febbraio 2022 di Anbsc, Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, vigilata dal ministero dell’Interno. Successivamente l'immobile è stato recuperato attraverso investimenti pubblici regionali, comunali e nazionali per oltre 440mila euro ed è stato trasformato in un Gruppo Appartamento per persone con disabilità. A seguito della successiva revoca della confisca disposta dalla Corte d'Appello di Catanzaro, si è aperta una complessa vicenda che rischia di mettere in discussione anni di lavoro istituzionale e ingenti risorse pubbliche investite per restituire il bene alla collettività. “Questo caso dimostra il valore del riutilizzo sociale dei beni confiscati, ma evidenzia anche una criticità normativa che deve essere affrontata- aggiungono de Pascale e Mazzoni-. Gli enti locali accettano questi beni per restituirli alla collettività, non per assumersi rischi economici che potrebbero compromettere servizi, progetti e investimenti destinati ai cittadini. Quando un'amministrazione locale decide di investire centinaia di migliaia di euro per recuperare un bene confiscato, lo fa nell'interesse della comunità. È quindi giusto che, nei casi in cui una successiva decisione giudiziaria imponga la restituzione del bene o il riconoscimento di un equivalente economico, il peso finanziario non ricada sugli enti locali che hanno agito in buona fede e nell'interesse pubblico. Per questo auspichiamo che nell'ambito dell'esame del disegno di legge 433, attualmente al vaglio del Senato, venga introdotta una modifica all'articolo 46 del Codice Antimafia che preveda esplicitamente che il pagamento delle somme eventualmente dovute sia posto a carico del Fondo unico Giustizia”.

Thumbnail FORLÌ: Electrolux rivede il piano licenziamenti, Cisl, “Cauto ottimismo”

FORLÌ: Electrolux rivede il piano licenziamenti, Cisl, “Cauto ottimismo”

Si apre uno spiraglio per la situazione degli operai della azienda Electrolux di Forlì. Nell’ultima riunione a Roma l’azienda ha rivisto il suo piano licenziamenti.

Thumbnail CESENA: Indagini geologiche alla Torre dell'orologio del Ridotto | FOTO

CESENA: Indagini geologiche alla Torre dell'orologio del Ridotto | FOTO

Sono iniziate questa mattina le attività di approfondimento tecnico dedicate alla torre dell’orologio del palazzo del Ridotto, uno degli edifici storico-monumentali della città di Cesena. Prosegue così il percorso di tutela e valorizzazione dell’edificio che, dopo i lavori recentemente conclusi sul tetto, entra in una nuova fase di studio e analisi, su progetto dell’Amministrazione comunale. La campagna diagnostica è finalizzata all’analisi della vulnerabilità della torre e alla successiva progettazione degli interventi di restauro e consolidamento strutturale. Le prime indagini si svolgeranno nella giornata di oggi e proseguiranno lunedì 12 ottobre nell’area adiacente alla torre. Le stesse saranno eseguite per l’intero mese e nelle prime settimane di novembre, con ulteriori verifiche dedicate alla muratura, alla struttura lignea del solaio e alla struttura di sostegno delle campane. L’intervento rappresenta un passaggio fondamentale per conoscere in maniera approfondita le caratteristiche e lo stato di conservazione della struttura prima di procedere alla definizione degli interventi. Gli accertamenti consentiranno di verificare le condizioni generali del monumento, analizzarne le caratteristiche costruttive e raccogliere tutti gli elementi tecnici necessari alla progettazione del successivo intervento strutturale. Il progetto sarà orientato a due obiettivi principali: la completa messa in sicurezza della Torre e il recupero della piena fruibilità della terrazza superiore, oggi non accessibile. A questo scopo è prevista anche la realizzazione di una nuova scala interna di collegamento, che consentirà di raggiungere la terrazza e di tornare a utilizzare lo spazio anche per il posizionamento delle bandiere. Indagini affidate a competenze specialistiche Considerata la particolare complessità dell'intervento, che riguarda una torre campanaria risalente al Quattrocento, la progettazione strutturale è stata affidata all'ingegnere Lorenzo Jurina, professionista di riconosciuta esperienza nel campo del restauro e del consolidamento strutturale dei monumenti storici. La campagna diagnostica comprenderà una serie di verifiche. La prima fase, relativa alle indagini geologiche, sarà eseguita dalla ditta specializzata Soil Investigation Srl. Per ottenere un quadro il più possibile completo delle caratteristiche del sottosuolo e delle strutture, saranno utilizzate diverse metodologie di analisi. Tra queste sono previsti carotaggi continui sulle strutture murarie e sui terreni rocciosi, finalizzati alla caratterizzazione e alla verifica della resistenza dei materiali. Saranno inoltre eseguite prove penetrometriche profonde, attraverso metodologie CPT o DPSH, in grado di raggiungere profondità fino a circa 20 metri. Queste verifiche permetteranno di raccogliere informazioni sulle caratteristiche e sulla capacità portante del terreno e di approfondire il comportamento delle fondazioni. Completeranno questa prima fase i rilievi geofisici M.A.S.W., metodologia non invasiva basata sulla misurazione delle onde sismiche superficiali, che consente di ricostruire le caratteristiche e la stratigrafia del sottosuolo senza ricorrere a scavi o ad alterazioni significative dell’area. A queste prime attività seguiranno le ulteriori indagini sulla muratura, sulla struttura lignea del solaio e sulla struttura di sostegno delle campane.


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