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Thumbnail CESENA: Cybersecurity e digitale, CNA organizza una serie di incontri | VIDEO

CESENA: Cybersecurity e digitale, CNA organizza una serie di incontri | VIDEO

ATTUALITÀ - CNA Cesena Val Savio lancia una campagna sul tema "Cesena digitale", con quattro iniziative nei prossimi mesi dedicate alle imprese e alla cittadinanza, presentate giovedì 16 aprile in una conferenza stampa. Il presidente Federico Giovannetti ha sottolineato come la sicurezza informatica sia diventata una priorità anche per le piccole imprese, sempre più esposte a minacce digitali sofisticate. Il primo appuntamento è fissato per martedì 21 aprile alle ore 17.30 presso la sala Violante Malatesta della Fiera di Cesena: un seminario su "Cybersecurity: come difendersi dagli attacchi informatici", tenuto da esperti CNA di ICT e privacy. I numeri parlano chiaro: il 9,6% degli attacchi cyber globali colpisce l'Italia, con un aumento del +42% a gennaio 2026 rispetto al mese precedente. Le minacce più comuni per le imprese romagnole includono ransomware, phishing, email hijacking e truffe sul cambio di IBAN. La risposta, secondo gli esperti, passa attraverso prevenzione, consapevolezza e strategie mirate. L'iscrizione è obbligatoria tramite il sito cnafc.it. Altri due eventi dedicati alle imprese si terranno a luglio e in autunno, sui temi dell'intelligenza artificiale e dell'innovazione digitale. CNA guarda però anche alla comunità più ampia. Mercoledì 3 giugno alle ore 17 presso la Biblioteca Malatestiana di Cesena si terrà un talk per famiglie e insegnanti su "Adolescenti e social network", con il contributo di psicologi dell'AUSL Romagna ed esperti di privacy. Il dato che ha spinto l'iniziativa è allarmante: il 10-15% degli adolescenti soffre di dipendenza da device, con conseguenze serie su sonno, attenzione e sviluppo cerebrale. L'evento nasce dalla volontà di fare rete nella comunità, coinvolgendo famiglie, scuole, Comune di Cesena e AUSL Romagna, per mettere in campo strategie concrete di prevenzione e uso consapevole del digitale.

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TELEROMAGNA: "Orgoglio nostro", la nuova puntata di Talk 24

La prossima edizione di Macfrut, sempre più internazionale e strategica per il comparto ortofrutticolo, sarà al centro della nuova puntata di Talk 24, il format di approfondimento condotto da Ludovico Luongo, in onda giovedì e sabato alle 21 su Teleromagna. Il titolo scelto è emblematico: “Orgoglio nostro”, a sottolineare il valore di una fiera e di una filiera che rappresentano un’eccellenza del territorio e un punto di riferimento per il settore a livello globale. In studio i protagonisti del comparto: Ernesto Fornari, direttore generale di Apofruit , Davide Vernocchi, presidente di Apoconerpo, Luigi Bianchi, direttore di Macfrut, insieme a Vincenzo Finelli, direttore di Orogel Fresco, e al sindaco di Cesena Enzo Lattuca. Al centro del confronto, l’edizione 2026 di Macfrut che si annuncia come la più internazionale di sempre: numeri in crescita con 1.400 espositori, 800 buyer – in larga parte europei, principale mercato di riferimento per l’Italia – e la presenza di 10 Regioni italiane. Un’occasione per analizzare le novità della manifestazione e il suo ruolo nello sviluppo del comparto. Con gli imprenditori si parlerà anche delle aspettative legate alla fiera e del valore strategico di eventi come Macfrut per aprire nuovi mercati e rafforzare la competitività delle aziende. Spazio poi ai temi di attualità che incidono sul settore: dalle tensioni internazionali – con particolare attenzione allo Stretto di Hormuz – alla necessità di diversificare i mercati, fino agli effetti del cambiamento climatico sulla produzione, tra nuovi patogeni e criticità emergenti. Non mancherà un focus sullo stato di salute dell’ortofrutta in Romagna e sul tema della manodopera. Con il sindaco Lattuca, infine, si allargherà lo sguardo alle strategie territoriali: il rapporto con la Fiera di Rimini, la visione di area vasta e le prospettive politiche, dall’Europa post-Orban agli equilibri del centrosinistra e al tema delle primarie. Una puntata che intreccia economia, territorio e scenari internazionali, mettendo al centro un appuntamento simbolo dell’identità produttiva romagnola.

Thumbnail ROMAGNA: Adriatico, microbioma delle acque svela legame tra ambiente e salute

ROMAGNA: Adriatico, microbioma delle acque svela legame tra ambiente e salute

Un’analisi avanzata del microbioma marino lungo la costa adriatica romagnola accende i riflettori sul rapporto sempre più stretto tra qualità ambientale e salute pubblica. Lo studio, condotto da un team dell’Università di Bologna e pubblicato su Scientific Reports, ha esaminato le acque tra Rimini e Riccione utilizzando tecniche di metagenomica, che permettono di analizzare direttamente il DNA presente nei campioni ambientali. I risultati mostrano la presenza, nelle aree vicine alle foci dei fiumi urbani, di batteri patogeni, virus umani e numerosi geni di resistenza agli antibiotici. L’indagine si inserisce nel paradigma One Health, che considera interconnessa la salute di ambiente, animali e persone. Come sottolineato dal coordinatore della ricerca Marco Candela, le tecnologie genomiche consentono oggi un monitoraggio estremamente sensibile della qualità microbiologica delle acque, aprendo nuove prospettive per la prevenzione. Nel corso dell’estate 2024 sono stati analizzati campioni prelevati alle foci di tre corsi d’acqua a forte impatto urbano - Marecchia, Marano e Rio Melo - confrontati con aree marine non influenzate da apporti fluviali. Le differenze emerse sono significative: le foci mostrano una “firma microbiologica” specifica, con combinazioni variabili di agenti potenzialmente rischiosi a seconda delle fonti di contaminazione. Particolarmente rilevante il dato sulla resistenza antimicrobica: sono stati identificati 99 geni associati alla resistenza a undici classi di antibiotici, molte delle quali considerate critiche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Secondo i ricercatori, l’origine di questi geni è riconducibile non solo agli scarichi urbani, ma anche ad attività agricole e zootecniche. Pur non indicando un rischio sanitario immediato, la presenza di virus non implica necessariamente la loro capacità infettiva,  lo studio evidenzia criticità legate alla pressione antropica in un’area ad altissima densità turistica. Nel periodo estivo, infatti, la popolazione tra Rimini e Riccione può superare le 800 mila presenze, mettendo sotto stress i sistemi di gestione delle acque reflue. I ricercatori sottolineano quindi la necessità di rafforzare i programmi di monitoraggio ambientale basati su approcci genomici, strumenti sempre più strategici per garantire la qualità delle acque di balneazione e la sicurezza sanitaria lungo le coste.


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